La Serie A riparte e dalla Spagna arriva una bocciatura pesante per il calcio italiano. A firmarla è Marca, che alla vigilia dell’inizio del campionato dedica un’analisi senza sconti al nostro movimento, accusandolo di non riuscire a cambiare passo. Il titolo scelto dal quotidiano spagnolo è già una provocazione: "Quando la Serie A si ritrova in un 'Giorno della marmotta': un dato sulle panchine che fa riflettere". Il riferimento è alla sensazione di vivere continuamente la stessa storia, con gli stessi protagonisti e poche idee nuove.
Il giudizio sul sistema italiano è ancora più duro nel testo: "L'Italia sta attraversando una grave crisi calcistica e la stagione 2026-27 inizia questo fine settimana con l'urgente necessità di una svolta radicale sotto ogni punto di vista". Secondo Marca, l'Italia è ormai "fuori dall'élite mondiale a causa della lunga assenza dai grandi tornei" e avrebbe visto "sgretolarsi la sua antica gloria”.
Nel mirino finisce anche la gestione della Nazionale. Il quotidiano spagnolo parla di un calcio che cerca di riconquistare il proprio posto nella storia ma continuando ad affidarsi "alle vecchie abitudini" e "alle stesse vecchie persone". Una critica che si allarga poi ai club e alla scelta degli allenatori. "È sconcertante come gli stessi nomi di allenatori continuino a occupare le panchine dei colossi della Serie A", scrive Marca. Il giornale individua in Antonio Conte, Sarri, Spalletti, Gasperini, Gattuso, Pioli e Allegri i tecnici più ricorrenti nella rotazione delle principali panchine italiane, da Inter e Juventus a Milan, Napoli, Roma, Lazio e Atalanta.
Per Marca si tratta di "un segno di invecchiamento, di stagnazione, di mancata evoluzione". Un'accusa che, però, va letta anche considerando che il calcio spagnolo non è estraneo alla permanenza dei soliti grandi nomi: Diego Simeone guida l'Atletico Madrid da una vita e José Mourinho è appena tornato sulla panchina del Real Madrid. L'analisi si sposta quindi sui settori giovanili, individuati come uno dei nodi principali. Marca cita alcuni esperti che in passato hanno ricoperto incarichi nelle autorità calcistiche italiane e che individuano un problema alla base: la mancanza di una vera identità di gioco costruita fin dalle fondamenta e la difficoltà nel formare e sviluppare nuovi talenti.
Il problema, dunque, non sarebbe soltanto la scelta degli allenatori o il ricambio ai vertici. Per la Spagna la crisi italiana affonda le radici in un sistema che fatica a produrre nuove idee e nuovi giocatori. E mentre la Serie A si prepara a ripartire, da Madrid arriva una provocazione destinata a far discutere: se il calcio italiano continua a ripetere gli stessi schemi, come può pretendere di tornare ai vertici?