La Juventus supera 2-0 il Parma, i fischi all’intervallo e a inizio ripresa, qualche suo limite e paura. Il gol decisivo è firmato Nico Gonzalez, l’uomo per il quale Spalletti si era speso pubblicamente per trattenerlo. E subito il regalo che contraccambia la fiducia del mister: dopo un’ora di gioco complicata, l’argentino tira da fuori e risolve il rebus, proiettando la Juventus a punteggio pieno con la complicità di Vicario che firma una grande parata su Romero e di Koopmeiners che firma il raddoppio appena entrato, a proposito di redivivi. I fischi piovono dalle tribune dello Stadium all’intervallo.
La Juventus non riesce a sfondare il muro flessibile ed elastico del Parma di Cuesta che torna per una volta al 3-5-2 dello scorso anno. La squadra più giovane del tecnico più giovane del campionato gioca con esperienza, consapevolezza e tranquillità, smontando i cliché italiani sulla gioventù che porta risultati. Per 45’ i giocatori di Spalletti muovono la palla lentamente e riescono a creare qualcosa di buono solo isolando Conceicao sulla destra, appellandosi alle sue iniziative personali. Kolo Muani fatica senza la profondità da attaccare, David non dà una mano nonostante venga schierato dietro la punta, in una posizione teoricamente ideale per le sue caratteristiche.
Non a caso la Juventus entra in partita non appena David esce, sommerso dai fischi dello Stadium. Entra Nico Gonzalez, reduce dall’annata in prestito all’Atletico e dalla finale dei Mondiali giocata da titolare con l’Argentina, tira tre volte nel giro di cinque minuti: paratona di Corvi, palo, gol aiutato dalla strana deviazione di mano di Troilo. È il 63’ e la Juventus sblocca una partita che stava diventando un rompicapo. Alajbegovic, invece, entra ma è spaesato e rischia di compromettere tutto con un intervento troppo leggero per valere un rigore, ma per il quale il Parma protesta. Alla fine Konate si addormenta e Koopmeiners, appena entrato, firma il 2-0 della sicurezza.
Servirebbe una punta diversa da David e pure da Kolo Muani proprio per queste partite in cui la squadra ha il controllo del pallone. Ma anche a centrocampo, visti i problemi di Thuram, ancora assente, sarebbe il caso di intervenire. «Kessié ci interessava. Probabilmente non era così grande l’interesse del giocatore o del suo agente di venire alla Juventus», così il direttore generale bianconero Carnevali a Dazn sul centrocampista che ha preferito l'Atalanta. Mancano tre giorni alla fine del mercato: un’occasione salterà fuori, il punto è riuscire a coglierla.




