Nella follia del calcio italiano si sfiorano vertici da operetta: l'ultima ipotesi sul tavolo nella guerra politica intorno a Giovanni Malagò è che il commissario che prenderà il posto del presidente della Figc sia… Giovanni Malagò.
Il rischio in un commissariamento della Federcalcio infatti è quello di spaccare il Coni. Ed è questo il dilemma che domani il Comitato olimpico italiano dovrà affrontare. Prima la Giunta nazionale dovrà decidere nella sostanza, poi il Consiglio nazionale dovrà approvare. La questione è scottante, intricata, ci sono pareri di avvocati e giuristi che la vedono in maniera diversa. Le ipotesi sono tante ma ci sono leggi da interpretare e soprattutto da rispettare.
La questione è: Malagò, già numero uno del Coni (da 19 febbraio 2013 al 26 giugno 2025), può proseguire a fare il presidente della Figc nonostante non fosse tesserato il giorno dell'assemblea elettiva? Il mancato tesseramento è così grave da commissariare la Figc? La giunta del Coni è divisa tra favorevoli e contrari al commissariamento, e regna una grande incertezza. Malagò sa che lo scenario dei pro e dei contro può cambiare in poche ore. Lui il 19 febbraio 2013 riuscì a essere eletto alla presidenza del Coni battendo per 5 voti (40-35) quello che era il grande favorito fino alla sera prima, ovvero il segretario generale Raffaele Pagnozzi.
La riunione della Giunta nazionale inizierà alle ore 13. I membri del governo dello sport italiano, ammessi anche con collegamento video, dovranno decidere per 'commissariare' o 'non commissariare' anche alla base dei pareri espressi negli ultimi giorni da legali ed esperti in materia. La giunta è composta da 16 membri, dal presidente Luciano Buonfiglio, successore di Malagò, dai due vicepresidenti Diana Bianchedi e Marco Di Paola (presidente federazione sport equestri), i consiglieri Giovanni Copioli (presidente federazione motociclismo), Francesco Ettorre (presidente federazione vela), Tania Cagnotto (vicepresidente Federnuoto), Laura Lunetta (presidente Danza Sportiva e Sport Musicali) e Francesco Montini (vice presidente Federscherma), i rappresentanti degli atleti, Giampaolo Ricci e Valentina Rodini, quello dei tecnici Elisabet Spina, il rappresentante dei Comitati Regionali, Marco Riva (presidente Coni Lombardia), il rappresentante dei Comitati Territoriali, Domenico Ignozza, quello degli Enti di Promozione Sportiva, Juri Morico (presidente nazionale di Opes), e i due membri del Comitato Olimpico Internazionale, Malagò stesso e Federica Pellegrini uniti da sempre da una grande amicizia e rispetto.
Il segretario generale del Coni, Carlo Mornati non vota anche perché è il notaio del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. La giunta voterà in maniera palese e dovrebbe durare poco, un'oretta anche perché alle 14 è previsto l'inizio del Consiglio nazionale. Nel Salone d'Onore del Coni entreranno 81 membri ma quattro non potranno votare, tre perché commissariati (cricket, tiro a segno e pesistica) e uno per incompatibilità (Federcalcio). Gli aventi diritto scendono quindi a 77. Bonfiglio, sostenitore dell'ipotesi commissariamento, non è sicuro di avere voti sufficienti a spodestare Malagò e la seduta potrebbe dunque trasformarsi in un clamoroso autogol. Da qui, secondo quanto trapela dalle Sacre stanze dello sport italiano, il confronto faccia a faccia con Malagò e la proposta di farlo passare nel giro di pochi minuti da presidente eletto a commissario (di se stesso). Un escamotage arci-italiano.