Le speranze di risalita della Juventus, in una stagione che già a ottobre rischia di essere compromessa, si infrangono in casa del Genoa, che piega 2-0 i bianconeri e ottiene un successo di prestigio che potrebbe rivelarsi uno spartiacque nell'annata della Signora, al secondo ko nelle ultime tre uscite, molto simile a quello con la Lazio per incapacità di Bremer e compagni di reagire alle prime avversità sul piano tecnico e nervoso. L'allievo De Rossi, contando sull'effetto 'Marassi' (dove è arrivata la terza vittoria di fila per il Grifone) supera a pieni voti il maestro Spalletti, la cui panchina adesso scricchiola tremendamente. Perché il tecnico sembra aver smarrito la bussola della sua squadra, in un progetto tecnico senza capo né coda e in un contesto in cui - a un anno dal suo arrivo a Torino - il tecnico toscano non è riuscito a dare una precisa identità.
L'inversione a u (l'ultima?) della scorsa settimana, ovvero la rinuncia agli esterni offensivi con il passaggio alla difesa a tre e a un centrocampo più folto, ha snaturato il volto di una Juve nata in estate con altre intenzioni (e aspettative), impaurita e bloccata alla prima difficoltà. Il vantaggio dopo nemmeno un quarto d'ora di Ehizibue, con determinante deviazione di Cambiaso a metter fuori causa Vicario, mette le ali al Genoa e condanna gli ospiti a una serata di pura sofferenza, ancor più dopo il raddoppio alla mezz'ora di Baldanzi, questa volta con tocco di Bremer che spiazza il portiere. La scossa che ci si attende in casa bianconera non arriva, neanche nella ripresa quando Spalletti si gioca disperatamente le carte Woltemade e Zhegrova, confondendo ancor più un gruppo già spaesato e in debito di energie fisiche e mentali. Nel deserto bianconero il Genoa così ha vita facile nel condurre in porto una vittoria più semplice di quanto dica il risultato, al netto della traversa colpita a tempo scaduto da Koopmeiners. Dopo il successo illusorio di Lecce la Juve si ritrova in pieno autunno lontana anni luce dalla vetta (Lazio e Inter si trovano a +11) e distante anche dal quarto posto, occupato dal Como con un margine di sei punti. Alla Continassa sembra essersi spenta la luce, dentro e fuori dal campo. "Se penso al secondo tempo di Lecce non dormo stanotte", aveva dichiarato Spalletti dopo la risicata vittoria in via del Mare. Difficilmente riuscirà a prender sonno dopo la trasferta ligure, il punto più basso della sua avventura bianconera.
Il Napoli invece cala il poker in casa del Monza (4-1) nel match valido per la nona giornata di Serie A e risale in classifica portandosi a ridosso della zona Europa, a 14 punti. Hojlund sblocca il risultato al 10' su assist di Di Lorenzo, prima dell'intervallo i padroni di casa acciuffano il pareggio con il colpo di testa vincente di Varela su cross dalla sinistra di Robinson. Nella ripresa nuovo vantaggio degli ospiti, al 3', con un diagonale chirurgico di Politano, poi la squadra di Allegri dilaga con la rete di testa di Marin sugli sviluppi di un calcio d'angolo e il poker di De Bruyne su imbucata di Lang. Unica nota stonata per i campani l'infortunio occorso nel primo tempo a Lobotka. I brianzoli incassano la terza sconfitta nelle ultime quattro gare e restano fermi a 7 punti.




