Un Massimo Giletti decisamente in clima partita, quello visto nel corso dell’ultima puntata di Lo stato delle cose. E per l’occasione gli studi di Rai 3 si sono trasformati in una sgarruppata piazzetta di periferia, teatro perfetto per una rap-battle, una battaglia tra rapper a suon di barre umilianti e spiazzanti.
Un botta e risposta al fulmicotone che nel gergo di strada è noto come dissing. E due sono gli obiettivi finiti nel mirino del giornalista di Torino. Eccellenti. Uno, guarda un po’ il caso, è proprio un king dell’hip hop italiano come Fedez, transitato per la verità negli ultimi anni sempre più spesso dalla musica alla tv e al gossip. In fondo, tutto fa spettacolo e così ecco andare in scena l’attesissima replica al «Giletti fa feccia» con cui la star milanese l’aveva apostrofato.
«Dovrebbe alzare la schiena, farsi un esame di coscienza e rivalutare la deontologia con cui lavora», lo aveva attaccato il rapper. «Noi facciamo feccia? Va bene, si può dire tutto, ma l’importante è non frequentarla», replica Giletti. «Non è colpa mia se facendo inchieste sulla ’ndrangheta si arriva al tuo nome». E sull’invito al podcast rilancia: «Io sono più vecchio, quindi se vuoi prima vieni tu qui, poi vengo io da Pulp».
Entrato in ritmo, dopo il segmento su Garlasco, Giletti decide di chiudere in bellezza la serata spiazzando i telespettatori a casa: «Grazie per essere stati con noi, saluto il dottor Capra a casa, il deficiente vi saluta. Ad maiora». Il riferimento è a Marzio Capra, il genetista coinvolto nell’inchiesta che ha portato alla condanna di Alberto Stasi e che due settimane fa, in diretta, lo aveva gelato proprio con quella parolina. «Sono deficiente io a non capire che questo è negativo? O no?», aveva chiesto il conduttore riguardo ai presunti errori sui test effettuati sui pedali della bici di Stasi. «Sì, lei è deficiente», lo aveva rintuzzato Capra.
Tra le risate imbarazzate dei presenti in studio, Massimo sembrava aver assorbito il colpo con sorprendente, ammirevole sportività: «Va bene, la prendo col sorriso». Evidentemente, gli serviva soltanto qualche giorno in più per mettere a punto la più perfida e fredda delle vendette. Tempismo perfetto. Roba da Eminem, roba da Fabri Fibra.




