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Cristiano Ronaldo lascia il Portogallo: "È arrivato il momento"

giovedì 5 novembre 2026

3' di lettura

"È arrivato il momento di restituire la mia maglia numero 7". Un fulmine a ciel sereno, che però ha quasi il sapore di scelta ponderata considerando la disastrosa gestione delle ultime settimane. Cristiano Ronaldo ha deciso di lasciare il Portogallo. E lo ha annunciato in un lungo video pubblicato sui social. "Non ho mai sentito che appartenesse esclusivamente a me, ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di difenderla e portarla con me sul campo e in giro per il mondo. Oggi è arrivato il momento di tramandarla alla generazione futura. Non è stata una decisione facile perché non è stata presa solo con la testa ma anche con il cuore". Così ha esordito CR7, leggendo una lunga lettera mentre scorrevano le immagini di oltre un ventennio di successi (e sconfitte).

"Il viaggio iniziato nel 2003 ha cambiato la mia vita per sempre è arrivato alla fine. Quando mi guardo indietro non vedo solo le partite, gol, record e trofei. Vedo le persone, i portoghesi che vivono all'estero e che per 90 minuti si sentono un po' più vicino a casa. Vedo i milioni di tifosi che non ho mai conosciuto personalmente ma sono diventati parte della mia vita perché, alla fine, il calcio è più di uno sport". Cristiano Ronaldo lascia così il Portogallo. Dopo l'esordio a 18 anni e 6 mesi, il quarantunenne ha giocato 234 partite, con 146 reti segnati e 45 assist. Record di gol segnati in Nazionale, con lui il Portogallo ha vinto i primi titoli. Emblematico l'Europeo vinto nel 2016. Le lacrime in finale, poi le direttive 'da allenatore' per i compagni. E poi i recenti successi in Nations League, con le due vittorie nel 2019 e nel 2025. "Attraverso la mia carriera in Nazionale mi sono sempre spinto oltre i limiti fisici. Ho voluto vincere, essere il migliore e fare la storia. Ho sempre pensato che potessimo andare avanti e ho dato tutto per questa maglia. Ci sono state notti speciali e che non dimenticherò mai. In tutti questi anni ho imparato una cosa semplice: i gol passano, i trofei finiscono in un museo, i record vengono eventualmente infranti. Ma c'è una cosa che il tempo non può cancellare: il posto che occupiamo nel cuore dei tifosi. Se vi ho fatti felici, se un gol vi ha fatto abbracciare o sentirvi orgogliosi di essere portoghesi allora n'è valsa la pena. Perché essere portoghesi vuol dire anche questo, soffriamo insieme, ci rialziamo insieme e torniamo a crederci". Proprio ai connazionali è diretto il messaggio di Cristiano Ronaldo. Loro che lo hanno supportato per oltre venti anni, che lo hanno idolatrato. E che gli sono stati vicino anche negli ultimi mesi, quando Jorge Jesus lo ha messo alla porta e la squadra lo ha sostituito facilmente. Quasi come liberandosi di un peso. Un esempio? Lo smacco della numero 7 data all'ex Milan Rafael Leao, neanche ventiquattro ore dopo l'abbandono del ritiro da parte di Cristiano Ronaldo. "Ho avuto il privilegio di essere il vostro capitano, ma nessun capitano cammina da solo e voi siete sempre stati parte della mia storia. A tutti gli allenatori e agli staff, grazie mille", ha poi aggiunto.

146 gol e tre titoli. Ha contribuito a inserire il Portogallo nella cartina calcistica mondiale. "Non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire per le sconfitte e a festeggiare per le vittorie. Oggi comprendo che la mia più grande vittoria è stata rappresentare il miglior paese del Mondo. Grazie per questi 23 anni, grazie per avermi accompagnato in questo sogno iniziato quando ero bambino a Madeira. Sarò sempre orgoglioso di aver vestito la maglia numero 7. Portogallo, sarai sempre parte di me". Un addio inevitabile, quasi annunciato. Per una volta, Cristiano Ronaldo è tornato umile. E lo ha fatto per salutare la sua seconda pelle. In un addio sicuramente pieno di rimpianti e rimorsi, vista anche la celebrazione che l'Argentina ha fatto all'eterno rivale, Leo Messi. Campioni differenti, caratteri opposti. Ma il tempo passa per tutti, anche per le leggende. Lettera finita, Cristiano Ronaldo saluta il suo passato e guarda avanti. C'è un ultimo record da battere, quello dei 1000 gol in carriera. Ne mancano 15. Per la storia.

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