Quello della Spagna, inteso come governo Sanchez, il più progressista d’Europa, modello di Elly Schlein e compagni, è un magico mondo dove più fallisci e più ti senti in diritto di dare lezioni e impartire morali. E così il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Albares, parlando alla tv pubblica Tve, ha detto che «ci sono stati governi che non sono stati all’altezza e il governo italiano è stato uno di questi». Si riferiva, pensate un po’, alla gestione dell’immigrazione.
Alla luce di Ceuta, sembra una barzelletta. Invece è la realtà. Ed ecco il Pd, campione di anti-italianità, subito a baciare l’espadrillas. «Il ministro spagnolo dice una sacrosanta verità: purtroppo il governo italiano non è stato all’altezza della gestione del fenomeno migratorio in questi anni», sentenzia Piero De Luca, capogruppo dem in Commissione Affari Europei alla Camera. E pensare che grazie al suo partito - era il 2016, governo Renzi - si registrò il record di clandestini sbarcati sulle nostre coste: 181.436.
UN’ALTRA MUSICA
Poi, per fortuna, restituendo agli italiani la possibilità di votare dopo quella sfilza di governi decisi nei palazzi romani e non nelle urne, la musica è cambiata. Col governo Meloni gli sbarchi si sono dimezzati e, soprattutto, i rimpatri sono raddoppiati. Ma andiamo con ordine. Da gennaio a oggi sono 16.666 i migranti approdati in Italia, ovvero il 55 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Nel 2025, ultimo anno pieno di centrodestra, sono stati 66.316 gli extracomunitari sbarcati: il 37 per cento in meno rispetto al 2022, ultimo anno del governo Draghi. Un trend molto positivo anche sul fronte dei rimpatri, visto e considerato che da gennaio al 30 luglio sono stati rispediti al proprio Paese 5.081 stranieri (4.386 espulsioni forzate e 695 volontarie assistite), il 31 per cento in più rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso. Prendendo come riferimento l’intero anno 2025 si registra addirittura un +18,7 per cento rispetto al 2024, un +52 per cento rispetto al 2022 e un +62 per cento rispetto al 2021 (in questi ultimi due anni governava l’ammucchiata per Draghi). Di più. Nel 2025 è stato espulso il 10,2 per cento degli extracomunitari sbarcati in Italia, ben sei punti percentuali in più rispetto al 2022.
RISPOSTA ITALIANA
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ci ha tenuto a rispondere al collega spagnolo spiegando che «questi numeri sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e contrastano il traffico di esseri umani, e infatti il nuovo Patto Ue su asilo e migrazione ha una marcata impronta italiana nel solco dell'insegnamento di Silvio Berlusconi. La Lega ha bacchettato Sanchez e i socialisti spagnoli ed europei, spiegando che «chi oggi punta il dito contro il nostro Paese è lo stesso governo che si è reso complice di un’immigrazione di massa che sta provocando enormi danni alla Spagna e a tutto il continente» e augurandosi «che questo problema venga presto risolto democraticamente dal voto dei cittadini spagnoli: l’amico Santiago Abascal e gli amici di Vox, alleati della Lega in Europa, metteranno fine a un’immigrazione di massa voluta e organizzata». Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, ha punzecchiato il governo spagnolo: «Se proprio volessero essere “solidali”, potrebbero cominciare a prendersi i migranti irregolari trasportati dalle loro imbarcazioni».