Dopo i fatti di Ceuta, dove decine di migliaia di migranti sono approdati nelle coste spagnole rendendosi protagonisti di une vera e propria invasione, l'Italia è corsa subito ai ripari sospendendo Schengen con Madrid. Ma Fratelli d'Italia si è spinta oltre. In Commissione Antimafia i componenti del partito di Giorgia Meloni hanno chiesto un’indagine dell’organismo parlamentare su quello che è un business milionario.
"La crisi migratoria che ha colpito Ceuta è solo l’ultimo esempio di come le reti della criminalità organizzata sfruttano l’immigrazione per fare profitto", si legge nella lettera indirizzata alla Presidente Chiara Colosimo. Come riporta Il Tempo, le cronache spagnole raccontano di "quote fino a 9mila euro a migrante per arrivare in Spagna" e di "un gruppo criminale composto da cittadini di origine marocchina residenti in diversi Paesi europei, come Francia, Italia e Spagna". L’ allarme più grande riguarda la destinazione di questi capitali: "È verosimile che vadano a creare canali di finanziamento per gruppi criminali e milizie islamiste?". Quindi la richiesta di svolgere un'attività di inchiesta sulla "mafia del mare".
Nonostante i proclami della sinistra, la situazione a Ceuta è ancora emergenziale. Un nuovo allarme invasione è arrivato dal Marocco. Questa volta la data da cerchiare in rossa è quella del 23 settembre. L'ennesima tratta arriverà in concomitanza con le elezioni nel Paese nordafricano e in coincidenza con l'invito al boicottaggio delle urne lanciato dall'associazione filo-islamista Al Ada Wa Al Ihssane. Un’ipotesi che trova reazioni anche nel dibattito italiano. "Il nuovo appello conferma che i rischi non sono affatto venuti meno", ha sottolinea Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile esteri, che definisce "opportuna" la decisione del governo di prorogare i controlli alle frontiere marittime e aeroportuali con la Spagna. "Di fronte a criticità evidenti la priorità deve essere garantire la sicurezza dei cittadini italiani: questa è la responsabilità di cui uno Stato deve farsi carico, piaccia o meno alla sinistra".