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Porte aperte? Questo è il risultato

di Alessandro Sallusti lunedì 19 ottobre 2026

2' di lettura

Probabilmente non tutti ma certo la maggioranza dei giovani, alcuni ragazzini, che ieri pomeriggio hanno devastato il centro di Milano sono immigrati di prima e seconda generazione. Nella loro furia non c’è nulla da capire tantomeno comprendere. Semplicemente odiano il Paese che li ha accolti, di integrarsi non ci pensano proprio, vogliono prendersi con la forza ciò che vogliono e infatti assaltano e saccheggiano negozi che nulla hanno a che fare con i bisogni primari.

Non cercano cibo bensì scarpe e vestiti griffati; non protestano per i bassi redditi perché di lavorare non se ne parla; dei problemi della scuola se ne infischiano, la maggior parte di loro non ne ha mai vista una. Detto altrimenti sono delinquenti comuni, sanno di esserlo e se ne vantano pure.

Sono il frutto del distorto concetto di accoglienza che costituisce da anni la colonna sonora della sinistra politica, culturale e pure cattolica. Hai voglia a dare la colpa alla polizia che sarebbe «troppo poca» come dichiarato dal sindaco di Milano Beppe Sala.

Penso che il problema della polizia sia un altro, le regole di ingaggio che le impediscono di intervenire con la forza e la durezza necessaria in questi casi; penso che il problema sia la magistratura che il più delle volte non punisce questi crimini con la fermezza che pure i codici e le leggi contengono; penso che il problema sia la sinistra che dà una copertura politica alla violenza di piazza in nome di un - in questi casi inesistente diritto alla protesta, salvo poi girarsi dall’altra parte quando la situazione degenera.

Abbiamo importato degrado e violenza e adesso ci lamentiamo, abbiamo aperto le porte a culture opposte e ostili alle nostre e ora non sappiamo come chiuderle. A Milano abbiamo assistito a cosa potrebbe diventare l’Italia se non invertiamo la rotta, soprattutto a cosa potrebbe diventare l’Italia se la sinistra ne prendesse il controllo.

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