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Centrosinistra, Salis: primarie sono divisive, non parteciperò

di TMNews martedì 24 marzo 2026
1' di lettura

Genova, 24 mar. (askanews) - "Le primarie sono sbagliate perché ti obbligano a mettere in contrapposizione due o più soggetti politici che in realtà sono nella stessa alleanza, per cui c'è un periodo di tempo nel quale tu dovresti fare, in pratica, campagna elettorale controle persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo, una cosa che trovo tecnicamente sbagliata". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando delle possibili primarie del centrosinistra a margine di una conferenza stampa.

"Io - ha aggiunto la prima cittadina rispondendo a chi le chiedeva se la leader del centrosinistra potrebbe essere lei - sono sicuramente lusingata da questa attenzione, è sicuramente un attestato di stima che ricevo, ma, come ho sempre detto, sono la sindaca di Genova e non voglio partecipare".

"E' un messaggio di divisione - ha concluso Salis - che non sostengo, l'ho sempre detto. Il fatto che ci avviciniamo alle elezioni non cambierà la mia posizione. E' uno sbaglio fare le primarie e bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista".

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"Le Autorità di Bacino Distrettuali - ha detto Giuseppe Travia, dg Uso Sostenibile Suolo e Acque del Ministero dell'Ambiente - coprono l'intero territorio nazionale, sono sette, cinque dell'Italia peninsulare e due delle grandi isole. Sono enti sui quali il Ministero dell'Ambiente della Sicurezza energetica esercita un'azione di coordinamento, che in particolare viene svolta dalla Direzione uso sostenibile del suolo e dell'acqua che io dirigo".

Segno di un percorso di avvicinamento ai territori è l'incontro tra i rapresentanti del Ministero e quelli dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, avvenuto lo scorso 17 marzo nella sede di Caserta dell'ente, che è il primo di una serie che interesserà tutte le Autorità di Bacino Distrettuali.

"Questa azione di coordinamento - ha aggiunto Travia - viene svolta solitamente da remoto, però abbiamo immaginato che un passaggio, una presenza fisica su ognuna delle Autorità di bacino distrettuali, come ricognizione delle attività che si stanno portando avanti su temi molto rilevanti, fosse anche un segnale di attenzione da parte del Ministero verso i territori".

Al centro della sessione mattutina dell'incontro l'implementazione di criteri condivisi per la valutazione della pianificazione, l'indice che misura l'intensità di una crisi idrica o di un periodo di siccità, e le portate d'acqua necessarie per garantire una buona qualità degli ecosistemi acquatici. In particolare, sono state approfondite le linee guida per la determinazione dell'Indice di Severità Idrica (Isi), i criteri per la regolazione dei deflussi ecologici, il progetto di bilancio idrologico nazionale e la ricognizione dei registri delle concessioni di derivazione. La sessione pomeridiana è servita infine a fare il punto sull'attuazione degli interventi finanziati nell'ambito delle politiche nazionali su acque e rischio alluvioni.

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Cinquanta anni di lotta delle donne iraniane in "A war on Women"

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La regista è andata via dall'Iran a 10 anni, quando la mamma, un'attivista, ha dovuto scegliere la via dell'esilio. Oggi vive tra Londra e Roma e pensa che altre dovranno raccontare quello che succederà alle donne iraniane d'ora in poi. "Il cinema diventa una documentazione della loro lotta e di tutto quello che stanno facendo per combattere questo regime, diventa un tipo di documentazione che rimane per sempre - ha spiegato l'autrice - io sono comunque una persona che vive fuori dall'Iran e sento che è una cosa di cui non posso parlare io che non sono in quel Paese, questa è la loro storia".

Alla domanda se l'Occidente abbia fatta abbastanza per sostenere la lotta delle iraniane per la libertà negli ultimi 50 anni ha risposto: "Potevamo fare molto di più, potevamo far vedere che eravamo al loro fianco, che le guardavamo, però purtroppo questa è una cosa che non è stata fatta".

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