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Cnpr forum, in Europa meno burocrazia e più investimenti

di TMNews giovedì 9 aprile 2026
5' di lettura

Roma, 9 apr. (askanews) - "L'Europa non sta investendo abbastanza sia per sostenere gli investimenti pubblici che per quelli privati. Il governo ha fatto alcuni interventi per attrarre investimenti nel nostro Paese. Certezza delle regole e stabilità sono i primi due fattori importanti che valgono sia per i risparmiatori che per i grandi capitali e gli investitori istituzionali. L'Italia ha registrato questo incremento grazie anche a strumenti come lo sportello unico incentivi. Ma serve avere una strategia in termini energetici perché non si può sempre correre ai ripari quando c'è un'emergenza. Spesso si chiedono investimenti immediati e a breve termine che non danno la stabilità dei piani a medio e lungo termine che devono essere coordinati con l'UE. Ci dovrebbe essere una collaborazione tra Paesi membri e non una competizione. Dobbiamo cambiare il paradigma delle direttive europee che dovrebbero tendere verso la semplificazione. Poi bisogna arrivare verso il mercato unico dei capitali per avere una massa importante. L'Europa nasce come aggregazione per acquistare energia, poi diventa un mercato comune e poi l'unione monetaria. Servono nuove sinergie affinché possiamo costituire massa critica". Lo ha dichiarato Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia in Commissione Finanze della Camera, nel corso del Cnpr forum "Europa e Italia: competitività, investimenti e futuro", promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Non bisogna guardare lontano secondo Filiberto Zaratti (AVS) segretario dell'Ufficio di presidenza della Camera: "Se noi guardiamo ciò che accade in Spagna ci accorgiamo che lì si registra il costo dell'energia più basso d'Europa perché negli ultimi anni la Spagna ha puntato in maniera decisa sulle fonti rinnovabili, sul fotovoltaico e sull'eolico, ed è in grado di assicurare a famiglie e imprese costi competitivi. Questa è anche la ragione della crescita del pil spagnolo. In Italia dobbiamo seguire questa strada. Da noi il tempo medio per avere le autorizzazioni per realizzare un campo fotovoltaico o eolico è di circa cinque anni mentre per un rigassificatore, come ad esempio quello di Piombino, sono necessari non più di sei mesi. Dobbiamo invertire questo rapporto, produrre energia pulita senza andare a comprare fossili sui mercati internazionali. Non siamo ricchi di petrolio, gas, uranio e carbone ma di sole e di vento. Ma non si possono fare grandi speculazioni con il sole e con il vento che sono gratuiti. L'Europa rappresenta ancora il più grande mercato del mondo ma serve una politica economica unitaria che punti fortemente sulla valorizzazione del mercato interno perché quello internazionale, tra dazi e guerre, è diventato complesso. Servono soprattutto salari più consistenti in particolare in Italia dove si registrano i salari più bassi d'Europa".

Per Paola Mancini, senatrice di Fratelli d'talia in Commissione Affari sociali e lavoro a Palazzo Madama: "Energia, sostenibilità e ambiente sono temi intrecciati, tra i più dibattuti in quanto toccano la quotidianità di tutti i cittadini. Accade però che nelle decisioni finisce per prevalere uno stato di resistenza al cambiamento. Resta però un dato: lo stare fermi è solo apparente perché questo atteggiamento ci condanna all'arretramento. Se parliamo di fattori energetici oggi paghiamo il conto salatissimo del no al referendum per l'energia nucleare. Non solo in termini economici, visto che compriamo l'energia prodotta da centrali che stanno a poca distanza dai nostri confini, ma soprattutto in termini di continua dipendenza dai paese terzi. E questo diventa un problema enorme per la competitività delle nostre imprese e per le famiglie. Bisogna invertire la rotta con una visione saldamente proiettata al futuro, che non vuol dire allentare le forme di tutela dell'ambiente ma trovare un giusto equilibrio considerando anche i progressi della scienza e delle tecnologie ed i cambiamenti geopolitici in atto, portatori di incertezza e densi di rischi. Bisogna procedere e investire sul nucleare pulito, sostenere in maniera efficace a livello europeo il discorso delle rinnovabili e individuare forme realmente efficienti di risparmio energetico".

Il ruolo centrale dell'Europa è stato sottolineato da Riccardo Magi, parlamentare di +Europanella Commissione Affari costituzionali a Montecitorio: "Il documento di Mario Draghi dovrebbe essere preso come una bussola per il rilancio della competitività del sistema europeo. Il tema dell'energia è centrale. Bisogna riformare la definizione dei prezzi affinché non sia quello del gas a condizionare tutto il resto. Investire sui grandi impianti da energie rinnovabili, come accaduto in Spagna, non chiudere le porte al nucleare e trovare il modo di aumentare le capacità di stoccaggio dell'energia da fonti rinnovabili che hanno un problema di non continuità. Misure che farebbero bene all'economia e alle tasche delle famiglie oltre che alle imprese. Ci sono poi semplificazione che riguardano i diversi livelli burocratici nel nostro continente. Non dobbiamo però avere la tentazione di disfarci dell'intero sistema di regolazione europeo, che in molti casi, ad esempio quelli dei servizi digitali e dell'intelligenza artificiale, ci tutela rispetto al predominio delle big tech americane che in qualche modo rischiano anche di penetrare nelle democrazie cercando di sovvertirle".

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato illustrato da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Roma: "L'integrazione europea non significa rinunciare alle identità nazionali, ma valorizzarle all'interno di un progetto comune basato sulla cooperazione tra Stati, soprattutto per affrontare sfide globali come immigrazione, sicurezza e stabilità politica. I nazionalismi odierni, diversi da quelli del passato, nascono spesso da crisi economiche e sociali, e vanno monitorati e prevenuti attraverso politiche e formazione culturale. Rafforzare l'Europa significa promuovere pace, diritti e stabilità, anche economica, in un contesto globale complesso in cui l'unità rappresenta un valore imprescindibile".

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale Esperti contabili: "Commentare il Rapporto Draghi sulla competitività europea è non solo opportuno, ma necessario. Il documento, presentato nel settembre 2024, deve rappresentare un punto di riferimento per le future politiche economiche dell'Unione europea, grazie a un'impostazione innovativa e orientata alla crescita. Tra i temi centrali emerge quello dell'energia: oggi le imprese europee sostengono costi anche doppi o tripli rispetto a quelle statunitensi, con evidenti ripercussioni sulla competitività. Per questo sono indispensabili scelte strategiche a livello europeo. Il Rapporto evidenzia, in particolare, la necessità di disaccoppiare i prezzi dell'energia e di investire in modo significativo nelle infrastrutture e nelle reti, al fine di aumentare la produzione da fonti rinnovabili e garantire maggiore sostenibilità ed efficienza al sistema".

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Bergamo, nasce primo Polo Universitario di Formazione Aeronautica

Bergamo, 9 apr. (askanews) - È stato presentato a Bergamo giovedì 9 aprile il primo polo universitario nazionale dedicato alla formazione nel settore aeronautico e della mobilità avanzata, promosso dall'Università Telematica Internazionale UNINETTUNO e AEA - Aircraft Engineering Academy.

Un'iniziativa che, come raccontato da Alessandro Cianciaruso, Presidente di AEA, rappresenta un passaggio strategico per il settore della manutenzione aeronautica: "Oggi nasce il polo universitario aeronautico e non solo, qui a Bergamo, fatto in collaborazione con la Uninettuno. Uninettuno è la prima, è una delle più importanti università telematiche d'Italia, che insieme a noi ha disegnato questo percorso. Percorso che riuscirà a far sì che, chiunque esce dall'Accademia di Formazione per Tecnico, con un solo anno in più presso l'università potrà ottenere la laurea triennale in Ingegneria Gestionale".

Il nuovo Polo universitario avrà come sedi principali quelle di Messina e soprattutto Bergamo, come sottolineato da Nicola Paravati, Responsabile Progetti Internazionalizzazione UNINETTUNO: "Abbiamo constatato che il territorio di Bergamo si presta benissimo a queste attività e non solo, ma la necessità di occupazione dei giovani in questo settore sarà nei prossimi anni ancora più alta di quanto lo è ora"

Il progetto, dunque, rafforza il collegamento tra università, industria aeronautica e mercato del lavoro come spiegato da Dario Allegrucci, Direttore dello sviluppo industriale di AEA: " Sono grandi novità che stiamo apportando in questo tipo di percorso, perché si tratta del primo progetto di integrazione fra una parte 147 e ASA, quindi formazione per tecnici manutentori, con un'integrazione di carattere accademico-universitario. Effettivamente, i nostri ragazzi svolgono un programma di studi molto complesso, un biennio di formazione con oltre 1450 ore di lezione didattica frontale e, chiaramente, un'integrazione di carattere accademico e la naturale prosecuzione".

Sviluppato per supportare l'organizzazione e la gestione delle attività del nuovo polo universitario. "La motivazione è quella di creare sempre di più professionalità in campo aeronautico. Questa professionalità è sempre più necessaria, perché la figura del manutentore, specialmente, è una figura molto richiesta, è una figura molto difficile da reperire sul mercato ed è una professione che richiede parecchi anni di studio e formazione di alto livello e di qualità. E quindi noi ci poniamo, come obiettivo, quello di creare su Bergamo proprio il polo principale italiano per questo tipo di attività" ha aggiunto Cianciaruso.

Parallelamente all'avvio del Polo Nazionale è previsto anche un percorso di internazionalizzazione del modello formativo, con l'obiettivo di diffondere a livello globale l'approccio accademico dell'università e il know-how tecnico sviluppato in Italia, contribuendo alla creazione di un hub made in Italy di riferimento per la formazione di tecnici e ingegneri del settore aeronautico e aerospaziale.

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Bergamo Next Level, Università di Bergamo apre le sue "Officine"

Bergamo, 9 apr. (askanews) - Uno spazio di confronto fra saperi e territorio, con un richiamo europeo e un affaccio importante verso il mondo. È con questi propositi che l'Università di Bergamo sta per vivere la sesta edizione di Bergamo Next Level, in programma dal 15 al 17 aprile.

La rassegna organizzata dall'ateneo bergamasco sarà ancora una volta dedicata al dialogo tra ricerca, istituzioni, imprese e cittadinanza, come spiegato dal Rettore Sergio Cavalieri: "Bergamo Next Level è una rassegna annuale, promossa dalla nostra università, che affronta quelli che sono i temi più importanti del momento. E' una lente sulle trasformazioni in atto, principalmente legate ai temi dello sviluppo sostenibile, ai temi e alle sfide legate all'intelligenza artificiale".

Questi i temi focali di Bergamo Next Level edizione 2026, sottolineati dal Rettore Cavalieri: "In questa edizione, in particolare, trattiamo il tema legato allo sviluppo sostenibile e ai cambiamenti climatici. Un altro tema importante riguarda l'applicazione, le opportunità legate all'intelligenza artificiale e allo sviluppo tecnologico, ma anche in un modello organizzativo delle aziende industriali e manifatturiere".

Una delle principali novità di questa edizione, sarà la UniBg Kids University, che vedrà la partecipazione alle attività anche degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Non solo: come spiegato da Federica Burini, Delegata del Rettore al Public Engagement: "L'Università di Bergamo si apre al pubblico gratuitamente per tre giornate intere, con una rassegna di 11 eventi che hanno un respiro europeo e nazionale, con tantissimi ospiti come Dado Van Peteghem, esperto di intelligenza artificiale, ma anche Mario Tozzi, Marco Paolini e Telmo Pievani, per aprire al pubblico la cultura e i risultati delle nostre ricerche".

Nei tre giorni di conferenze, tavole rotonde, workshop e conferenze-spettacolo che animeranno i principali poli dell'Ateneo, infine, avrà un ruolo fondamentale l'importanza del territorio bergamasco: "I vari eventi che troviamo in programma sono co-costruiti insieme alle varie istituzioni dalla provincia, ai musei della città, al Comune di Bergamo, all'Istituto Mario Negri e al Festival della Fiera dei Librai, con una serie di collaborazioni che ci hanno portato poi a creare questi eventi, appunto di respiro europeo e nazionale" ha aggiunto Burini.

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Il direttore del festival Thierry Fremaux ha svelato l'elenco dei 21 film in concorso, tra cui tre giapponesi e tre spagnoli. Del tutto assente l'Italia, che non sarà presente neanche nelle sezioni parallele come "Un certain regard".

"Asghar Farhadi, che non può girare nel suo paese, l'Iran, è venuto quindi in Francia per girare un film intitolato 'Histoires parallèles' - ha detto Fremaux - Si tratta infatti di diverse storie che intrecciano un angolo di Parigi, persone che si scambiano sguardi da un palazzo all'altro, destini che si incrociano e attori francesi."

"Andrei Zvjagincev, il regista russo, ma non si tratta di un film girato in Russia poiché non si trova più in quel paese aggressore dell'Ucraina - ha aggiunto Fremaux Il suo film si intitola Minotaure e, precisamente, è un film che parla della società russa in un modo a cui non siamo abituati".

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