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A Roma fan impazziti per il ritorno dei Cesaroni alla Garbatella

di TMNews venerdì 10 aprile 2026
1' di lettura

Roma, 10 apr. (askanews) - Tanti fan a Roma alla Garbatella per festeggiare il ritorno de "I Cesaroni". A 20 anni dalla prima messa in onda, dal 13 aprile su Canale 5 arriva "I Cesaroni - Il ritorno" con vecchi e nuovi protagonisti e le avventure della famiglia romana che continuano tra vecchie e nuove generazioni, nella Bottiglieria del quartiere romano.

Nel cast ci sono volti storici come Claudio Amendola, stavolta anche regista, Matteo Branciamore, Ludovico Fremont, Niccolò Centioni, Elda Alvigini, Federico Russo. Accanto a loro ci sono new entry come Lucia Ocone, Ricky Memphis e Marta Filippi.

Alcuni fan sono arrivati anche da lontano per la loro serie del cuore. "Siamo super fan arriviamo da Milano e Torino. Siamo partiti stanotte solo per fare un salto qua", raccontano due ragazzi".

"I Cesaroni sono una istituzione - dice un'altra fan - aspettiamo con ansia questo ritorno".

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Zucchero festeggia 25 anni di "Baila": "È meglio non dire addio"

Milano, 10 apr. (askanews) - È una canzone travolgente che ha fatto storia, Zucchero "Sugar" Fornaciari celebra i 25 anni della sua hit Baila con una versione rimasterizzata, disponibile in italiano, inglese e spagnolo.

"Beh, molto importante ovviamente, è arrivata in un momento che nessuno si aspettava".

Dopo un lunga gestazione Baila si è trasformata in un inno di gioia e di divertimento.

"Per due o tre anni è rimasta lì, perché non riuscivo a svilupparla, a fare la strofa, il ponte, a pensare come farla nel mio stile, perché non c'era ritmo, poi come succede spesso a me, dopo due o tre anni l'ho ritirata fuori, l'ho sentita ed è venuto improvvisamente la strofa, il ponte e tutto, e il mondo che volevo fare".

Zucchero festeggia la sua hit ma ha scelto invece di celebrare in sordina i suoi 70 anni.

"Io non sono un bravo comunicatore, lo dico, sono un po' all'antica, mi dispiace, ma è così e di conseguenza non mi piace approfittare dei momenti. I compleanni nella nostra famiglia di origine emiliana della Bassa non sono mai stati così importanti, né gli onomastici, né i santi, che Dio non me ne voglia, né i compleanni, sai, i festeggiamenti. Quindi non ho mai dato molta importanza a queste cose, sono un orso e vado avanti così".

È uno dei più grandi performer italiani, amato in tutto il mondo, negli ultimi 5 anni ha fatto 224 concerti, in 157 città di 79 nazioni in 4 continenti. Ora dopo il grande tour europeo a luglio sarà la volta degli stadi con 6 appuntamenti del "Baila (sexy thing) 25th - Under the Moonlight". Nulla sembra poterlo fermare.

"La stanchezza c'è ovviamente, ma passa, finora ha funzionato: passa nel momento che metto piede sul palco. Ti arriva una botta di adrenalina da parte del pubblico, di energia che ti ricarica subito, e dopo potrei andare avanti anche tutta la notte, è un fatto, non c'è allenamento, non ho mai fatto cose come allenarmi, fare gargarismi, i vocalizzi eccetera, vado, è quel che succede, succede".

Di appendere il microfono al chiodo non ne vuole sentire parlare, a differenza di altri artisti non pensa a un tour conclusivo.

"È meglio non dire addio, quando veramente non ce la fai più, è meglio smettere, sparire, evaporare, non c'è bisogno, secondo me, di anticipare o fare o dire. Decidi e basta, per me sarà difficile, è una decisione dura, non credo che sia facile perché è la mia vita".

Con la sua voce unica e inconfondibile, un repertorio senza tempo è capace davvero di trascinare il pubblico.

"Finché ti emozioni ancora facendo il tuo mestiere, credo che quello sia il segnalibro, per decidere se andare avanti o fermarsi".

Queste le date del tour "Baila 25th - Under the Moonlight" (prodotte da Friends & Partners): il 15 maggio al PalaUnical di Mantova la data zero sold out che anticipa il tour internazionale, poi:

4 luglio al Bluenergy Stadium - Stadio Friuli di Udine

6 luglio allo Stadio Dall'Ara di Bologna

8 luglio allo Stadio Adriatico di Pescara

11 luglio all'Arena Santa Giuliana (Umbria Jazz) di Perugia

14 luglio allo Stadio Franco Scoglio di Messina

16 luglio alle Mura Storiche (Lucca Summer Festival) di Lucca

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Parkinson, appello contro i divieti della legge 40

Milano, 10 apr. (askanews) - "Se fossi svedese oggi potrei davvero sperare in una cura". A vent'anni dalla sua approvazione, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita continua a prevedere divieti, tra cui quello che impedisce di destinare alla ricerca gli embrioni non idonei a una gravidanza, oggi crioconservati senza possibilità di utilizzo scientifico.

Per la Giornata mondiale del Parkinson dell'11 aprile, Maurizio Fravili, 68enne affetto dalla malattia, insieme all'Associazione Luca Coscioni, chiede la rimozione del divieto, sottolineando come in altri Paesi, tra cui la Svezia, siano già in corso sperimentazioni con cellule staminali embrionali con risultati ritenuti promettenti. In Italia, invece, chi intraprendesse ricerche analoghe rischierebbe fino a sei anni di carcere e 150mila euro di multa.

"Il Parkinson è una malattia che spegne il corpo lentamente. Colpisce le cellule nervose e compromette l'autonomia, la qualità della vita e la libertà. Camminare è sempre più difficile. Ci sono giorni in cui tutto diventa faticosissimo. Ho persino paura di tenere in braccio i miei nipoti. Mentre io peggioro, la scienza nel mondo sta facendo progressi enormi. Se mi chiamassi Mauritz e fossi svedese oggi potrei davvero sperare in una cura. Ma sono italiano e chi dovesse provare a curarmi con quelle terapie rischierebbe il carcere. Quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine. A me non sembra giusto.Dobbiamo decidere se vogliamo essere il Paese che difende i divieti o quello che difende le persone. Per questo vi invito a unirvi a me nella richiesta di cancellare questo divieto assurdo, e dare una speranza di cura a chi oggi non ne ha".

L'Associazione Luca Coscioni ha promosso una petizione per chiedere al Parlamento di consentire la donazione alla ricerca degli embrioni non idonei, con l'obiettivo di superare le limitazioni della legge 40/2004 e favorire lo sviluppo di nuove terapie.

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Bucchi (Lincei): La scienza cambia, più comunicazione dalle università

Pavia, 10 apr. (askanews) - "Oggi nella comunicazione della scienza noi stiamo vivendo una grande rivoluzione, perché la comunicazione della scienza si sta spostando sempre di più dai media e dal giornalismo nelle università e nelle istituzioni di ricerca che usano i social e altri mezzi per divulgare le proprie ricerche e le proprie attività. Per questo motivo c'è molto bisogno di riflettere sulla comunicazione della scienza all'interno delle università e nel rapporto ovviamente tra università e società come si fa in questo festival a Pavia". Lo ha sottolineato Massimiano Bucchi, accademico dei Lincei, sociologo e scrittore, professore di Scienza, Tecnologia e Società all'Università di Trento, a margine di un panel alla prima edizione della Pavia Innovation Week.

"Il Festival Pavia Innovation Week è un'occasione molto importante perché mette assieme scienziati, comunicatori, persone che si occupano in prima linea di ricerca con il pubblico. Questo è un elemento che oggi viene sempre più richiesto ed è sempre più importante per le persone che fanno ricerca e per le istituzioni di ricerca restituire alla società quello che viene fatto in questi settori", ha concluso Bucchi.

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