Bologna, 21 set. (askanews) - I costi dell'energia e dell'Ets restano "il problema dei problemi" per l'industria ceramica, perché le aziende non riescono a scaricarli sul mercato. Lo ha detto il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi, a margine dell'inaugurazione del Cersaie a Bologna. "Se le aziende fossero capaci di ribaltare l'aumento dei costi sul mercato, come è successo anche durante il Covid... ma oggi non abbiamo quella capacità, perché usciremmo fuori dal mercato: ci confrontiamo con competitor stranieri che non hanno i nostri costi, la nostra qualità, il nostro problema di sostenibilità, e vendono spesso anche in dumping", ha spiegato. "Subiamo gli aumenti del gas metano e non riusciamo a ribaltarli: questo provoca una riduzione della marginalità, ma soprattutto degli investimenti, quelli che per anni ci hanno portato a raggiungere la leadership del mercato".
Sul dossier Ets, ha aggiunto Ciarrocchi, "in Europa le intenzioni sono buone, ma bisogna capire cosa partorirà". "Abbiamo chiesto un benchmark specifico per la ceramica, riconosciuta dalla stessa Europa come l'industria manifatturiera più penalizzata, e ora vediamo cosa rispondono". Il settore, ha concluso, "è ancora in salute, ma gli attacchi che arrivano sia frontalmente che lateralmente, nell'arco del medio-lungo periodo, possono creare problemi: bisogna fare i conti con questo problema".



