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"Pma per tutte", il video contro le limitazioni all'accesso in Italia

di TMNewsgiovedì 24 settembre 2026
2' di lettura

Roma, 24 set. (askanews) - Nell'ambito della campagna "Pma per tutte", che chiede di estendere l'accesso alla procreazione medicalmente assistita anche a donne single e coppie di donne l'Associazione Luca Coscioni ha realizzato un video-appello che raccoglie le testimonianze di 14 donne che raccontano la loro esperienza nell'accedere al fecondazione medicalmente assistita, denunciando difficoltà personali, economiche e burocratiche causate dalle discriminazione cui sono sottoposte dalla legge 40, che vieta a donne single e coppie di donne l'accesso a questa pratica in Italia.

"Paghiamo le tasse in Italia, dove la natalità cala. Ma per fare figli dobbiamo pagare cliniche all'estero, dove spesso lavorano anche medici italiani", dice Andreina, 45enne tarantina e mamma a Bologna di un bambino di 3 anni e mezzo nato in Spagna. "Io ci ho messo due anni e decine di migliaia di euro. Per fortuna ho un lavoro flessibile, che mi ha permesso di provarci più volte in Spagna. In altre circostanze, non avrei potuto permettermelo", racconta Alessandra, che ha dovuto affrontare 9 viaggi nell'arco di 2 anni prima di riuscire a rimanere incinta.

Il lancio del video, sottolinea l'Associazione, arriva mentre la proposta di legge d'iniziativa popolare ha superato quota 40.000 firme, avvicinandosi al traguardo delle 50.000 necessarie per il deposito in Parlamento.

La proposta di legge punta a modificare l'articolo 5 della legge 40/2004, superando l'impostazione per cui l'accesso alle tecniche di Pma è consentito alle sole coppie eterosessuali coniugate o conviventi.

"Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall'orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all'estero per accedere alla Pma, e in altri casi a rinunciare", dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna "Pma per tutte".