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Politici italiani, la pagella di Pietro Senaldi: "Giorgia Meloni 7, Giuseppe Conte ancora insufficiente"

Per Libero Tv il condirettore di Libero Pietro Senaldi, intervistato da Paola Natali, dà i voti ai politici italiani. Cominciamo da Matteo Renzi, leader di Italia Viva: "Da quando non è più premier sta più simpatico a tutti", dice Senaldi, "Si è schiantato sulla cosa migliore che ha fatto, il referendum, sul quale si è incaponito, ha perso, ha fatto finta di andarsene ma è sempre lì. La sua è una politica di palazzo, ma almeno non di social network. Mi viene da dare un voto alto a Renzi proprio perché non mi stordisce con i social, ha il vantaggio di non governare, a metà tra politico e intrattenitore televisivo è al top. Usa dei canali tradizionali per comunicare, non dice cose mangiando un panino, non ha certo fatto tutto giusto, ma gli darei un 6,5. Alla fine un politico deve essere affidabile...".
Giorgia Meloni: "In grandissima ascesa, le darei un 7. Certo è un grande punto di domanda, finché non sarà al governo... Non ha voluto la poltrona per un calcolo politico, però non è che non le interessino le poltrone, come a tutti i politici interessano".
Giuseppe Conte: "Ѐ un vorrei ma non posso. Non mi piaceva da premier, aveva un grande difetto: non decideva nulla, non si prendeva responsabilità ma voleva tutti i meriti. Meglio adesso da segretario di partito, e comunque gli darei un 5, da premier 5--. Certo ha doti oratorie, infatti il suo vero mestiere è quello di avvocato, non di politico".
Silvio Berlusconi: "Rimane un grande, ha appena portato il Monza in serie A e ha detto che punta allo scudetto. Ha fondato un partito, ha fondato televisioni, alla memoria gli do un 10, attualmente non riesce a dare corpo a Forza Italia perché come tutti i numeri uno ha il problema della successione, che in azienda gli è riuscito ma in politica no".
Matteo Salvini: "10, perché è un martire. Gli do un 10 di solidarietà: è in difficoltà in questo momento, sembra che abbia attaccato lui l'Ucraina, che abbia sequestrato i migranti... Allora io, che sono dalla parte dei perseguitati, non posso che stimarlo, a prescindere dal fatto che abbia commesso o meno errori. Non mi è piaciuto tutto quello che ha fatto, il risultato elettorale non è per forza un risultato di merito o di valore, non si è mosso perfettamente. Ma ha due meriti: il primo è personale, gli danno tutti addosso; il secondo è che porta avanti la battaglia dei referendum sulla giustizia, battaglia in cui io credo". 

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