Roma, 10 feb. (askanews) - Marco Bellocchio ricostruisce in maniera straordinaria la vicenda di Enzo Tortora, dal grande successo televisivo a tutta la vicenda giudiziaria, nella serie in sei episodi "Portobello", dal 20 febbraio in streaming su HBO Max, che proporrà un episodio a settimana. La trasmissione di Tortora, qui interpretato da Fabrizio Gifuni, nei primi anni Ottanta raggiunge 28 milioni di spettatori e lui è il re della tv. Quelli sono però anche gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo è più violenta e potente e Tortora finisce, per una serie di coincidenze, false testimonianze e errate valutazioni giudiziarie, arrestato e coinvolto nel primo grande processo alla camorra.
Bellocchio racconta così Tortora e l'Italia prima di quell'arresto, avvenuto il 17 giugno 1983: "Si stava uscendo da una stagione di grande furore politico, anche di illusioni, di utopie, con l'assassinio Moro. Lui riuscì a calamitare i resti di una società, resti per modo di dire, 28 milioni, che chiedeva però delle piccole cose, che subiva l'ingiustizia, non era nessuno, che però chiedeva qualcosa".
Nel corso della minuziosa ricostruzione che Bellocchio fa della sua vicenda umana e giudiziaria emerge come Tortora sia stato da un giorno all'altro dimenticato dalla Rai, fagocitato dalla stampa, ignorato dalla politica, almeno fino a quando Marco Pannella non lo candidò, e abbandonato in parte dal suo pubblico. Gifuni lo spiega così: "Quando nel 1981, per esempio, scoppia il grande scandalo della P2, Tortora scrive delle cose sui politici, sui suoi colleghi, sulla Massoneria, che io non ho letto da nessuna parte. Era una persona fieramente laica in un Paese super cattolico, non apparteneva a nessuna delle due grandi 'chiese', quindi in quel momento alla Rai lui non aveva protezione.... Inizi a capire perché tante persone hanno faticato a riconoscere la sua innocenza".
Bellocchio alla domanda se tema che, in un momento di grande scontro tra governo e magistratura, il suo "Portobello" possa essere strumentalizzato, risponde: "Noi siamo totalmente innocenti, nel senso che quando l'abbiamo concepita non c'era l'idea.. e quindi non lo so, spero di no".



