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Olimpiadi, Gabriella Paruzzi: vissuto momento epico dello sci di fondo

di TMNews mercoledì 18 febbraio 2026
2' di lettura

Val di Fiemme (Tn), 18 feb. (askanews) - Gabriella Paruzzi, classe 1969, è considerata una delle più grandi fondiste italiane di tutti i tempi. La trionfatrice alle olimpiadi di Salt Salt Lake City 2002, racconta dalla Val di Fiemme, i suoi traguardi che hanno fatto storia e continuano ad ispirare le giovani generazioni di alteti.

"Beh abbiamo avuto la fortuna di vivere un momento direi epico sia nel maschile che nel femminile. Ho avuto la fortuna di essere in squadra con due icone dello sci di fondo come Manuela Di Centa e Stefania Belmondo, era bello poter condividere con loro soprattutto la staffetta, sapendo di essere una delle pedine quasi certe in ogni edizione. La mia preparazione era sempre finalizzata a questo obiettivo. Dopodiché, fortunatamente, ho avuto il piacere, la fortuna e l'onore di salire sul podio anche da sola a Salt Salt Lake City con l'Oro Olimpico, quindi però arrivavo da una storia e da una vita vissuta insieme, degli atleti e delle atlete che mi hanno insegnato tanto".

E' considerata la terza moschettiera dello sci di fondo femminile italiano, con cinque medaglie conquistate.

"Sì è bello anche perché ho la fortuna di aver vinto in ogni edizione quindi ho tutte le medaglie una diversa dall'altra. Sapete che a ogni edizione c'è la medaglia diversa per le olimpiadi, mentre per i mondiali c'è il fiocco di neve, nel caso delle olimpiadi sono sempre delle novità e questo è bello perché mi sono fatta un quadro con i cerchi olimpici con cinque medaglie diverse".

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Il ministro ha spiegato che il dicastero si è limitato a trasmettere la richiesta del parlamentare ai soggetti interessati, rimettendo a loro la valutazione sull'eventuale pubblicazione dei dati, nel rispetto delle prerogative parlamentari e del principio di trasparenza. Il ministro ha inoltre sottolineato che ogni iniziativa è stata assunta su impulso esclusivo del ministro della Giustizia.

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L'identikit di chi ha bisogno di aiuto è molto meno scontato di quanto si possa immaginare, ha spiegato ad askanews Marco Latrecchina Direttore area Europa Emergency.

"Gli italiani sono la prima nazionalità delle persone che vediamo. È ovvio che le persone che noi vediamo non dobbiamo immaginarcele soltanto come il senza fissa dimora o l'irregolare. Noi vediamo principalmente persone che hanno tutto sommato una casa, vediamo tante persone che hanno un lavoro. Certo, vediamo persone che comunque per uno status e anche una questione di reddito fanno fatica ad accedere ai servizi", ha detto.

Un campanello d'allarme forte per quanto riguarda il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione. Ma cosa non funziona? Fra gli ostacoli principali rilevati da Emergency barriere burocratiche e amministrative, costi diretti e indiretti delle cure, difficoltà linguistiche e culturali e le distanze geografiche. Il problema è strutturale e riguarda tutti.

"Noi non dobbiamo immaginare che questi progetti che stiamo facendo e questo segnale d'allarme che un po' vogliamo lanciare riguardi soltanto i fragili e gli ultimi, questo è soltanto un'antenna di qualcosa che sta succedendo e che a breve, anzi, sta già riguardando anche noi e riguarderà sempre più tutti noi sulla difficoltà ad avere un accesso e una corretta gestione dei problemi sanitari che abbiamo".

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"Abbiamo previsto un riconoscimento in termini di visibilità alle aziende energetiche che decidono di ridurre la bolletta con uno sconto volontario di almeno 60 euro all'anno per le famiglie con un Isee di 25mila euro e che non accedono al bonus sociale", ha sottolineato.

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