Roma, 24 feb. (askanews) - "La Campania, dopo la Sicilia, è la regione con maggiore crescita occupazionale. Rispetto al 2019, il numero degli occupati è passato da 1 milione 632 mila a 1 milione 767 mila (+8,3%), superiore alla media delle regioni meridionali (+7,3%) e a quella italiana (+4,5%). Anche nell'ultimo anno, il mercato del lavoro campano ha registrato un ulteriore balzo in avanti, con una crescita annua doppia rispetto a quella media del Mezzogiorno. Una crescita trainata soprattutto dall'industria (+9,1%), che ha segnato un incremento occupazionale sia nel manifatturiero che nelle costruzioni'. Lo ha dichiarato Francesco Duraccio, presidente dell'Ordine dei Consulenti del lavoro di Napoli, nel corso della terza edizione del 'Premio Edmondo Duraccio - Una vita per la categoria', che si è svolto al teatro Mercadante di Napoli, anticipando i dati elaborati dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro che sono stati illustrati da Ester Dini, responsabile dell'ufficio studi.
'Continuiamo a considerare la sicurezza sul lavoro una priorità assoluta - ha aggiunto il presidente dei consulenti del lavoro di Napoli - e avvertiamo la responsabilità di assumere un ruolo attivo, insieme alle istituzioni e alle parti sociali, per promuovere azioni condivise capaci di diffondere una vera cultura della prevenzione tra imprese, lavoratori e nell'intero tessuto sociale. I dati parlano chiaro: con 114 infortuni mortali registrati nel 2024, la Campania si colloca tra le regioni con il più alto tasso di incidenza ogni 100 mila occupati, pari a 6,6 rispetto a una media nazionale di 5. Diversa la situazione per gli infortuni non mortali, che risultano invece i più bassi d'Italia in rapporto agli occupati: 123 ogni 10 mila, a fronte di una media nazionale di 247. Si registra inoltre un anomalo aumento degli infortuni in itinere, ovvero, quelli che occorrono nel tragitto casa lavoro che richiedono interventi anche in infrastrutture e trasporti'.
A raccogliere l'appello del presidente Duraccio è Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania: 'I temi del lavoro e dello sviluppo devono necessariamente andare di pari passo con quelli della qualità dell'occupazione e della sicurezza. In questi anni la Regione ha investito in modo significativo, sostenendo le imprese con finanziamenti mirati e puntando sulla formazione. Tuttavia, è evidente che occorre intensificare gli sforzi. In collaborazione con i consulenti del lavoro continueremo a promuovere una crescita culturale all'interno delle aziende, orientata alla tutela dei lavoratori e alla riduzione del drammatico fenomeno delle morti bianche. I trasporti locali sono prioritari nell'azione della Regione. Lavoriamo per migliorare la qualità della vita dei pendolari'.
Sul tema è intervenuta anche Angelica Saggese, assessore regionale al lavoro: 'Registriamo segnali positivi sul fronte della crescita economica e dell'occupazione nella nostra regione, ma resta fondamentale ridurre il tasso di disoccupazione, intervenendo in particolare sul divario tra domanda e offerta di lavoro che non possiamo più permetterci. La sfida sarà utilizzare al meglio le risorse disponibili per promuovere una formazione sempre più mirata e concretamente orientata all'inserimento occupazionale'.
Per il Comune di Napoli è intervenuta Chiara Marciani, assessore alle politiche giovanili, lavoro e politiche sociali: 'Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è importante ed è determinante iniziare a immaginare quello della sicurezza non come un obbligo ma come una grande opportunità per tutti. È per questo che anche nei progetti di formazione scuola lavoro che, come Comune di Napoli, portiamo avanti poniamo sempre attenzione su questo argomento e facciamo in modo che sia un grande percorso da portare avanti insieme ai nostri giovani'.
Costruire una rete per la sicurezza è prioritario per Adele Pomponio, direttore regionale vicario dell'Inail in Campania: 'La strategia deve essere a 360 gradi, noi guardiamo a tutti i corpi intermedi, a tutte le forme di associazionismo che ci possono aiutare a parlare e a diffondere un messaggio di cultura e sicurezza sul lavoro, quindi meno infortuni e malattie professionali. La costruzione di una rete salda è importante, interlocutori seri con i quali poter ragionare sulle strategie da introdurre. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: creare un sistema di salute e sicurezza sano all'interno del quale i lavoratori che sono al centro debba avere un modello sicuro'.
Secondo Giuseppe Patania, direttore interregionale dell'Ispettorato del Lavoro per il Sud: 'La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità per il Paese e, di conseguenza, per l'Ispettorato del Lavoro, perché significa tutelare l'incolumità delle persone e il valore primario della vita. L'Ispettorato concentrerà gran parte delle proprie energie sui controlli, con l'obiettivo di ripristinare e garantire condizioni di piena legalità nelle aziende. Tuttavia, la sola attività ispettiva non è sufficiente: nel rapporto tra organo di vigilanza e impresa occorre fare un passo in più. Per questo si sta rafforzando l'azione preventiva, promuovendo una sorta di patto sociale che coinvolga l'intera comunità, a partire dalle nuove generazioni, affinché si diffonda e si consolidi una vera cultura della legalità e della sicurezza'.
Controllo e vigilanza sono le parole d'ordine per Roberto Bafundi, direttore del coordinamento metropolitano di Napoli dell'Inps: 'La nostra attività preventiva sulla vigilanza documentale, oltre a quella ispettiva sui contratti, è un aspetto complementare importante per individuare dove si annidano fenomeni di illegalità che spesso riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro'.
Sulla stessa linea Giuseppe Cantisano, direttore area Metropolitana di Napoli per l'Ispettorato del Lavoro: 'La nostra funzione è diffondere la cultura della prevenzione attraverso l'attività di vigilanza. Nell'ultimo anno abbiamo effettuato 4mila ispezioni nel settore della sicurezza e il 90% delle aziende controllate è risultato irregolare, con conseguente applicazione di sanzioni per violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda le sospensioni delle attività imprenditoriali, molte sono state disposte a causa di gravi inosservanze del Testo Unico 81 del 2008.'
Nal corso del dibattito sono emerse le richieste dei sindacati. Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania ha evidenziato: 'Siamo di fronte a un'emergenza nazionale, come dimostrano numeri drammatici che impongono un'assunzione di responsabilità condivisa. È difficile accettare che, a fronte dell'istituzione di un tavolo e dell'approvazione di una legge, le organizzazioni sindacali e datoriali vengano coinvolte solo a decisioni già assunte. Avremmo auspicato una consultazione preventiva, non per esercitare veti, ma per offrire contributi, suggerimenti e punti di vista utili a costruire un percorso realmente partecipato'.
Per Melicia Comberiati, segretario Cisl Napoli: 'Occorre investire di più e concretamente su politiche di intervento e su un grande patto sociale per la sicurezza partendo da una formazione che sia obbligatoria e costante su una qualificazione anche del lavoro. Quello che stiamo cercando diportare avanti con urgenza è che la formazione parta immediatamente dalla scuola. C'è anche un tesoretto Inail che viene lasciato lì periodicamente, noi chiediamo che quelle risorse vengano destinate alla formazione obbligatoria mensile nelle aziende'.
Giovanni Sgambati, segretario regionale Uil, ha sottolineato: 'Insistiamo sui controlli e sull'informazione in materia di sicurezza sul lavoro. Due strumenti straordinari che possono dare deterrenza a questi fenomeni: riconoscimento dell'omicidio colposo sul lavoro e procura speciale che sia in grado di dare giustizia in tempi celeri'.
Secondo Angelo Bruscino, presidente di Confapi Campania: 'Gli imprenditori sono i primi cultori della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, quelli delle pmi che sono spesso lavoratori al tempo stesso e hanno la sicurezza come faro di ogni azione. Bisogna aumentare il sistema culturale su cui pone le basi la sicurezza attraverso informazione e formazione'.
Il focus sulle professioni è stato illustrato da Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro: 'La riforma delle professioni è attualmente all'esame del Parlamento, dove sono stati presentati diversi disegni di legge che dovranno completare il loro iter. Una volta approvati, seguiranno i decreti legislativi attuativi, uno per ciascuna professione. Si tratta di interventi attesi da oltre quindici anni dall'ultima riforma, in un contesto profondamente cambiato che incide direttamente sull'esercizio delle attività professionali. In un sistema fondato su diritti e doveri, è fondamentale aggiornare le regole e rafforzare il rispetto delle normative'.



