Gerusalemme, 20 mar. (askanews) - La polizia israeliana ha sparato gas lacrimogeni contro i fedeli musulmani radunati a Gerusalemme, che hanno provato a raggiungere la moschea di al Aqsa per celebrare la ricorrenza dell'Eid al-Fitr, la fine del digiuno che segna la conclusione del mese sacro del Ramadan.
Israele ha chiuso la moschea di al Aqsa, uno dei tre luoghi più sacri per l'Islam, dopo l'inizio dell'attacco all'Iran, e i fedeli musulmani sono venuti a pregare vicino alla Città Vecchia.
Abou Najm, fedele musulmano di Beit Hanina, quartiere orientale di Gerusalemme:
"Come musulmani, avremmo dovuto celebrare la preghiera dell'Eid nella moschea di Al-Aqsa", ha spiegato, aggiungendo - ma le forze israeliane "hanno chiuso la moschea di Al-Aqsa negli ultimi venti giorni. Per questo abbiamo deciso di riunirci nel luogo più vicino alla moschea di Al-Aqsa".
Intanto, dopo un allarme missilistico iraniano, i servizi di emergenza sono intervenuti nell'area d'impatto nella città vecchia di Gerusalemme, dove sono caduti i detriti di un missile o di un intercettore, proprio nel quartiere ebraico, vicino al Muro e ai luoghi santi, mentre nelle ultime ore sono state udite diverse forti esplosioni. Le sirene antiaeree hanno risuonato in città, secondo quanto riferito dai giornalisti di Afp sul posto.



