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La paura dei traders

Agosto, il mese della speculazione:
incubo spread, vacanze vietate

Un anno fa iniziò la corsa del differenziale: per evitare il bis (e il crac del Paese) i fondi di investimento stoppano le ferie

"Money never sleeps". Ma lo spread è già a livelli stratosferici: vanificati gli effetti di manovre e spending review. In autunno una nuova stangata?
Agosto, il mese della speculazione:
incubo spread, vacanze vietate

La parola "spread". Oggi sembra cristallizzata nella nostra culutra da secoli. Un dato certo. Sconosciuta per nessuno. Peccato che faccia parte del lessico comune da meno di un anno. Vi ricordate lo scorso luglio? L'estate arroventata della manovre del governo Berlusconi e dalla crisi speculativa? Ecco, fu proprio in questi giorni - ma dodici mesi fa - che l'Italia cominciò ad annusare i segreti del differenziale, a far suo il vocabolo "spread". Buon compleanno: un primo ann. Sventurato. La parola, il differenziale, oggi resta di strettissima attualità. Non soltanto poiché resta a livelli vertiginosi (lo spread oggi, mercoledì 12 luglio, ha aperto a quota 448 punti base), ma perché nell'aria aleggia una paura, ossia che si ripeta la calda, caldissima scorsa estate. Come insegna il bis di Gordon Gekko, il sequel di Wall Street, "money never sleeps", il denaro non dorme mai.

Un mese particolare - Da sempre infatti agosto - per la Borsa, per i mercati e per il trading in generale - è il mese più delicato: approfittando della bassa mole di scambi e della distrazione generale, vanno in scena le più grandi operazioni e le maggiori speculazioni. Non è un caso, infatti, che lo scorso anno fu proprio a metà di luglio che l'Italia scoprì che il suo futuro sarebbe stato di sofferenza (e tasse, con l'arrivo di Mario Monti). In poco tempo, nel 2011, lo spread (a 180 punti base alla fine del 2010), toccò per la prima volta quota 350 punti, poi addirittura i 400. Oggi, come detto, il livello del differenziale è addirittura più alto. Anche il prof Monti ha paura, e ha spiegato parlando dello scudo anti-spread: "Sarebbe ardito dire che l'Italia non avrà mai bisogno degli aiuti di quel fondo".

Niente vacanze - La situazione è fluida, la tensione è altissima. Ed ecco che, come riporta il Corriere della Sera, in alcuni hedge fund (i fondi di investimento) ai delers (ossia gli "impiegati" dell'alta finanza) è arrivato l'ordine: niente vacanze ad agosto, non ci si può far trovare ancora impreparati all'ondata speculativa. In particolare lo stop alle ferie è arrivato nelle tesorerie, dove vengono trattati i titoli di Stato. C'è chi racconta di aver comprato i biglietti aerei, ma con l'assicurazione in caso di annullamento. Vengono concessi soltanto pochi giorni di assenza, a patto di garantire la massima flessibilità: se arriva la mareggiata (finanziaria) bisogna essere pronti a scattar via dalle spiagge (quelle vere) per tornare ai computer. 

Vita dura per la speculazione - Certo, un attacco speculativo in questa estate 2012 è più difficile per una serie di ragioni. Per primo, le banche, molto meno liquide, risultano oggi meno vulnerabili. Inoltre pare difficile pensare che dopo i rialzi monstre dell'anno scorso lo spread possa volare verso vette che condannerebbero il Paese al crac. Questo perché le manovre lacrime e sangue varate dai tecnici dovrebbero proteggere almeno un po' il Belpaese e poiché, in Europa, dopo anni di immobilismo, con il fondo salva-spread approvato il 28 giungo (anche se non è ancora operativo) qualche cosa è stato fatto. Inoltre il rendimento dei titoli di Stato a breve termine, come i Bot, indica che la situazione italiana non è rovente come qualche mese fa: i rendimenti hanno tassi sotto al 3% rispetto al 6% a cui erano arrivati in autunno.

Una nuova manovra? - Il fatto che alcuni indicatori rivelino che sarà difficile mettere sotto pressione il nostro Paese, però, ha anche un rovescio della medaglia. Per primo quello più evidente: il nostro Paese, sotto pressione, c'è già eccome (intendiamo: spread, disoccupazione, conti pubblici e tasse). Inoltre il Tesoro è costretto a elargire interessi pesantissimi sui nostri titoli di Stato: se non caleranno a breve, i benefici delle manovre e della spending review potrebbero evaporare. Ogni cento punti base d'aumento dello spread ci costa quasi tre miliardi di interessi sul debito in più soltanto nel primo anno: con lo spread attuale, quest'anno, l'Italia dovrà corrispondere circa 10 miliardi in più per onorare il debito (solo a settembre l'incremento della spesa si è attestato a 2,7 miliardi). Il risultato? In autunno, nonostante le smentite, potrebbe arrivare una nuova manovra. Ecco perché nelle sale di trading l'attenzione resta altissima, anche a luglio e ad agosto. Ecco perché, infine, la Germania deve sbrigarsi a sciogliere tutte le riserve sullo scudo anti-spread, uno strumento che potrebbe dare ossigeno al Belpaese in difficoltà.

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