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Spending review?

Iva su, no al blocco tariffe
e niente taglio Province:
Monti può andare a casa

Mario Monti

Ecco servita la tripla fregatura, messa nero su bianco nella bozza in ingresso al Consiglio dei Ministri che dovrà approvare il testo definitivo della spending review. L'aumento dell'Iva c'è e scatterà il primo luglio del 2013 - subito dopo le elezioni -, mentre a decorrere dal 2014 il rincaro sarà dello 0,5 per cento. Il rincaro sull'imposta viene evitato soltanto per il 2012. Dalla bozza è saltato anche l'articolo 6 del provvedimento, che prevedeva il blocco delle tariffe per acqua, gas, luce e trasporti. Su questo punto torna a prevalere la linea di Corrado Passera, contrario al blocco poiché avrebbe un effetto negativo sulle società quotate in Borsa (nella bozza circolata martedì, invece, era presente il blocco delle tariffe). Ma è forse la terza fregatura quella più amara di tutte: nel testo di spending review non c'è il minimo accenno alla riduzione delle province: salta anche quella. Il premier, ora, vuole accelerare al massimo su un testo sempre più misero (è stato stralciato anche il taglio dei piccoli ospedali): "Il cammino della politica interna economica - ha spiegato nel corso del suo intervento alla Camera - deve tenere il passo con questa accelerata dinamica dell'Europa". Per questo, ha aggiunto, "a breve il governo presenterà i provvedimenti sul fronte della spending review".

Le altre norme - Nel corso del pomeriggio sono poi uscite altre indiscrezioni sul testo. Le novità introdotte riguardano 9 milioni per le zone colpite dall’emergenza neve di febbraio scorso, 103 milioni per i libri di testo gratis e la liquidazione di "Arcus spa" nonchè la possibilità di coinvolgere altri 1.600 lavoratori esodati, oltre ai 55.000 già 'salvatì dal decreto. E' saltato anche il risparmio di spesa garantito dalla Difesa per le forniture militari (per 100 mln per il 2013 e 2014) e la riduzione del fondo per l’uranio impoverito. Viene poi autorizzata la spesa di 9 milioni di euro, per l’anno 2012, per gli interventi connessi alle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio nazionale nel mese di febbraio 2012. E’ quanto si legge nella bozza del dl spending review entrata in Consiglio dei Ministri. Una norma riguarda i libri di scuola gratis: "Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi previsti dall’articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è autorizzata la spesa di 103 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013".   

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  • 654321

    06 Luglio 2012 - 12:12

    Avessero previsto il tutto? Se questo azzeccagarbugli non si leva di culo siamo rovinati! Tutti,meno i compagni postanti!Cazzo se questi sono gli scienziati che sono in Italia,siamo nella cacca sino al collo! Il professorone si accorgerà presto della sua competenza in materia...basta aspettare le entrate delle tasse,e si renderà conto di quanto saranno inferiori! Ha massacrato quasi tutti,e la gente non spende più,gli incassi vanno a picco,le industrie a chi danno i prodotti?Gli introiti sprofondano,ci sarà una riduzione notevole della richiesta, e quindi nasceranno gli esuberi,molti perderanno il lavoro,e lo scienziato che fa,? Aumenta l,IVA! Che genio,ma il re George dove l,ha trovato? Comunque ha dimostrato di essere un ciarlatano! Avviso a tutti coloro che lo sostengono in parlamento!Ad eccetto dei compagni postanti che lo hanno proclamato Dio in terra, gli altri si sono veramente rotti i coglioni del fumo negli occhi e quindi dovranno assumersi le proprie responsabilità !,

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  • Angela70

    06 Luglio 2012 - 09:09

    basta non se ne puo' piu'! Chi ha deciso di entrarci per mettercela a quel posto gode alla grande di diritti e lussi e noi a piangere. Basta! adesso bisogna far qualcosa!

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  • crosta

    06 Luglio 2012 - 08:08

    Signori elettrori (se mai ci faranno votare ancora) guardiamo bene ai loschi figuri che si apprestano a dare il sostegno a quasta banda di manigoldi travestiti da professori. Cerchiamo di esercitare la memeoria, cosa nonomune in Italia e, quolora Mapoitano ed i poteri forti decidessero di lasciarci votare, impegnamoci a non dare il consenso a nessuno che si sia macchiato del contatto con questi luridi signori grigi. Guardatevi il film "Momo" ma preparete i forconi della Rivoluzione Francese. In Italia prima o poi (meglio ora) dovremo farla

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  • criticone

    06 Luglio 2012 - 07:07

    chi continua nella crociata dell'aumento delle tasse e di balzelli mascherati deve essere messo in condizioni di non nuocere.le dimissioni lui non le da allora devono essere i politici a mandarlo a casa.se la casta si ripara bisogne abbandonarla e non votare più furbetti della poltrona.sono sanguisughe e per questo vanno eliminate.

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