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Le cassandre ambientaliste

Il riscaldamento globale non c'è ma ci è già costato 300 miliardi

Nell'ultimo decennio la temperatura della Terra non è aumentata, eppure si continua a spendere per evitare un'inesistente catastrofe imminente

Il riscaldamento globale non c'è ma ci è già costato 300 miliardi

di Maurizio Stefanini

«Il mistero della Terra che non si surriscalda più», ha titolato ieri a sorpresa Repubblica in prima pagina. «Tra il 2000 e il 2010 cento miliardi di tonnellate di anidride carbonica sono finite nell’atmosfera. Ma la febbre del pianeta è rimasta costante» scrive Elena Dusi. «La Terra resta più calda di 0,75 gradi rispetto a un secolo fa ma dal 1998 non ha registrato nessun aumento di temperatura, in barba a tutti i modelli climatici che prevedevano un riscaldamento continuo causato dall’effetto serra». In realtà, la stessa cosa l’aveva già scritta due giorni prima Fred Pearce sul New Scientist: non è una scoperta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, anche se fa effettivamente impressione sentirla ripetere da un tipo di stampa che normalmente è associata con il politically correct anche ambientalista. D’altra parte, il giorno prima l’informazione che ci saranno «sempre più turbolenze in volo a causa del riscaldamento globale» l’aveva sparata La Stampa. Insomma: grande è il disordine sotto un cielo a proposito del quale, d’altronde, il dibattito non è solo se veramente si stia riscaldando o no, ma anche  soprattutto in quale misura ciò dipenda dal comportamento umano o non piuttosto da fattori esterni, sui quali l’uomo ha limitate capacità non solo di controllo, ma perfino di previsione.


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su Libero in edicola oggi, giovedì 11 aprile

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Commenti all'articolo

  • keko70

    11 Aprile 2013 - 18:06

    Il pianeta Terra ha circa 5 miliardi di anni. In questo lasso di tempo il nostro pianeta ha visto catastrofi di ogni genere: ere glaciali,terremoti e eruzioni devastanti, deriva dei continenti, creazione di catene montuose alte quasi 9000 metri, abissi marini che raggiungono 11000 metri di profondità ecc. In mezzo a tutti questi sconvolgimenti, sempre in continuo divenire, è comparso l'uomo solo circa 300.000 anni fa. I dati più vecchi a disposizione sul clima terrestre risalgono a circa 150 anni. Tutto questo solo x dire che gli scienziati, per quanto possano essere competenti,non conoscono quasi nulla del clima e della storia della terra.Elaborano teorie climatiche su una mole di dati che all'uomo possono sembrare enormi,ma che in realtà,vista l'età della terra, sono pari a meno di zero.Insomma cercano di fare il possibile...ma l'essere umano è troppo insignificante rispetto alla maestosità del mondo che ci circonda e al suo trascorrere del tempo.Ogni tanto bisognerebbe ricordarselo

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  • 44carlomaria

    11 Aprile 2013 - 15:03

    Vero evapora, poi si condensa, piove, scende al mare e il ciclo ricomincia. Dove sta l'errore? Meditate gente. Asvedommia

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  • UNGHlANERA

    11 Aprile 2013 - 13:01

    imbecille, 'nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma', ma studia ed impara che le stagioni di un emisfero è l'opposto di quello dell'altro, il clima non è il meteo di casa tua.

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  • agostino.vaccara

    11 Aprile 2013 - 13:01

    lei lo sapeva che tra la fine del medioevo e la fine del '700 c'è stata una "piccola" era glaciale? In quei periodi , per esempio, a Londra il Tamigi ghiacciava e si poteva attraversare a piedi. Lo stesso accadeva in tutta l'Europa del Nord ed in mezzo mondo, anche se allora del mondo extra europeo si conosceva ben poco.Intervento dell'uomo? Manco per niente, semplici fattori atmosferici. L'eruzione di un grande vulcano, e ce ne sono tanti di attivi nel mondo, immette nell'atmosfera tante di quelle polveri sottili che manco lo fanno tutte le macchine del mondo messe insieme!!! A fine ottocento l'esplosione del Krakatoa ha immesso nell'aria una nube che ha fatto tre volte il giro del mondo prima di esaurirsi causando un abbassamento delle temperature di alcuni gradi. I fenomeni di cui lei parla sono del tutto naturali causati da situazioni contingenti che si sviluppano in maniera del tutto naturale periodicamente. L'uomo vi contribuisce in maniera del tutto marginale.

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