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Le follie della ministra

Riforma Fornero, pensione tagliata ai donatori di sangue

I giorni di assenza dal lavoro per donare sangue o midollo, vanno recuperati per raggiungere il tetto di giornate lavorative necessarie al pensionamento

Riforma Fornero, pensione tagliata ai donatori di sangue

La solidarietà si paga. In giorni di lavoro in più alla scrivania o in fabbrica. L’ultimo regalo della riforma Fornero è indirizzato a donatori di sangue, di midollo, ma anche (forse), a mamme che usufruiscono dei permessi maternità e ai familiari o congiunti che assistono i disabili (legge 104). Ad un anno dall’applicazione dell’ennesima riforma delle pensioni, si scopre che i giorni di assenza dal lavoro per donare sangue o midollo, vanno recuperati per raggiungere il tetto di giornate lavorative necessarie al pensionamento. 

Il tam tam allarmistico è partito nei giorni scorsi sui social network. Ed è stato un caso inciampare nelle nuove norme introdotte dalla legge. Chiedendo i conteggi per andare a riposo, alcuni donatori si sono sentiti rispondere: i giorni di permesso (retribuito al 100%) per donare il sangue (massimo 4 all’anno per gli uomini, 2 per le donne), non sono validi per maturare il diritto pensionistico. Insomma, sono andati a sbattere contro gli effetti perversi della riforma i lavoratori più anziani. Ovvero chi ha quasi raggiunto l’età pensionabile (anche con le nuove norme), e che, contando anche sulle giornate di permesso, in teoria avrebbe avuto il diritto a mettersi a riposo. Invece no: per non incappare nell’eventuale penalizzazione (che può arrivare fino a una decurtazione del 2% dell’assegno pensionistico),  bisogna fare i conti sulle giornate richieste e continuare a restare in servizio fino a quando non saranno stati “recuperati” i giorni di permesso goduti. 

In Parlamento - dove c’è una piccola pattuglia di parlamentari donatori - la mina a scoppio ritardato è arrivata solo da 48 ore e c’è già chi chiede al ministro dell’Economia e a quello della Salute (così come al collega del Welfare), di correre ai ripari per evitare che un atto di generosità vada a penalizzare quell’esercito di italiani (sono circa 1 milione e 600mila), che ogni anno consentono trapianti, operazioni,  interventi salva vita. 

Il paradosso, stando ai dati di una ricerca Censis del 2012, è che gli italiani hanno un cuore generoso e la percentuale di cittadini che vanno a fanno periodicamente la fila per donare il sangue è addirittura in crescita negli ultimi anni. Tendenza che nell’immediato consente di fare fronte alle richieste di ospedali e cliniche.  Certo - stando alle indagini Fidas sulle motivazioni che spingono a donare  - anche se venisse confermata la penalizzazione pensionistica, la spinta che porta a farsi prelevare il sangue non è quella di usufruire del permesso lavorativo (solo lo 0,81 ha indicato questa facoltà come motivazione). 

Al ministero della Salute, il gabinetto del ministro Beatrice Lorenzin, è già al lavoro per di rimediare al caos creato dall’ex ministro del Lavoro. Sensibilizzato dalle associazioni dei donatori, si sta cercando di tamponare la falla anche perché senza il sangue dei donatori sporadici sarebbe quasi impossibile garantire l’approvvigionamento nazionale, dovendo pietire da altri Stati i quantitativi necessari. 

Non si tratta neppure di un gran risparmio per le casse dell’Inps scomputare le giornate dei donatori. Stando al bilancio 2012 le giornate lavorative (e i contributi figurativi) dei donatori costano circa 79 milioni. Che su un bilancio di spesa previdenziale e assistenziale di oltre 261 miliardi è una percentuale infinitesimale. Basti considerare che il mancato invio dei Cud ai pensionati quest’anno ha fatto risparmiare all’Istituto ben 50 milioni (tra carta, allestimento e spese postali). 

Il problema, semmai, è la più estesa interpretazione della norma. Se, ai fini del conteggio previdenziali, varranno (dopo il 2017), soltanto le giornate effettivamente lavorate (e non i periodi di accredito figurativo dei contributi), potrebbero incappare nella penalizzazione anche le lavoratrici che usufruiscono dei permessi maternità, gli studenti lavoratori che chiedono i giorni di permesso per sostenere gli esami, ma anche i militari in ferma breve. Così come i dipendenti che - avendo un congiunto riconosciuto invalido (legge 104) - usufruiscono dei permessi mensili per assisterlo. 

All’Inps non sanno se interpretare in modo estensivo la norma capestro ideate per i donatori di sangue, oppure se attendere che Lorenzin, Giovannini e Saccomanni,  si pronuncino. E infatti nei mesi scorsi l’Istituto ha chiesto ai dicasteri competenti come comportarsi per l’accredito dei contributi e il conteggio delle giornate. L’Inps attende una risposta, e milioni di italiani di sapere se dovranno lavorare ancora qualche mese in più per compensare le giornate passate nei centri per donare il sangue. Proprio un bel regalo. Degno di Dracula.

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • airone042

    09 Ottobre 2013 - 17:05

    Ho 71 anni, da circa un'aano ho smesso di donare il sangue per raggiunti limiti di età. Sono fiero, fierissimo, E FELICISSIMO di quelo che ho fatto, e dato, ho 4 medaglie d'oro, e ogni volta le le guardo penso a tutte le persone che ho potuto aiutare. Andando a quantificare le giornate che sono stato assente x il giorno di donazione sono esattamente una x ogni giorno di assenza totale: 120 giorni x 4 etti di sangue x volta totale 48 litri senza contare le varie provette. Ora questi balordi x fare cassa se la prendono anche con questa categoria, è semplicemente schifoso, oltre che avvilente, veramente hanno la faccia come il culo sporco di merda ( scusate x la volgarità ), quando ci vuole, ci vuole. Questo paese è arrivato veramente, e inesorabilmente in fondo a un precipizio. Credo, che alla base di tutto c'è il fatto che abbiamo degli amministratori, politici che pensano solo ai propri profitti alle spalle dei sofferenti, dei disabili, malati in generale e questo è SCHIFOSO.

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  • gioant

    09 Ottobre 2013 - 17:05

    è una pagina pietosa della vita politica italiana con Monti e i suoi seguaci, mi sembrava la neuro in un ora di punta...che manicomio!!

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  • tass49

    09 Ottobre 2013 - 17:05

    Monti Fornero Letta Giovannini Boldrini Kyenge. Ma questi vanno mandate spalare Merda non a dirigere l'ITALIA.Barboni e ladri schifosi VERGOGNA!!

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  • missa

    29 Settembre 2013 - 19:07

    Sono una di questi lavoratori. In teoria avrei i requisiti per andare a riposo, ma l'Inpdap di Milano mi ha fatto sapere che oltre ai periodi suddetti devo recuperare anche i giorni di Sciopero. (giorni per i quali non ho percepito lo stipendio ma ho pagato i contributi)

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