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Più fru fru, meno violenti

Usa, la soluzione alle stragi nelle scuole? Crescere i ragazzini puntando all'indifferenza di genere

Virginia Tech, Aurora, Boston: i responsabili delle mattanze sono sempre uomini. E allora la documentaristi dice: "E' colpa del machismo"

Usa, la soluzione alle stragi nelle scuole? Crescere i ragazzini puntando all'indifferenza di genere

Come può la società statunitense risolvere il problema delle stragi nelle scuole? Crescendo i propri figli facendo leva sul lato femminile del loro carattere. Una pedagogia ancora di stampo maschilista, dove "Fa' l'uomo" è un incoraggiamento a migliorarsi e "sei una donnicciola" un'offesa, getta nei maschietti con la personalità disturbata i semi della violenza, anche estrema. Lo sostiene la regista-attivista politica Jennifer Siebel Newsom nel documentario The Mask you Love In. L'autrice parte dall'assunto che nelle diverse stragi che hanno punteggiato la cronaca americana degli ultimi decenni (Newtown, Aurora, Virginia Tech, Columbine e via dicendo fino a Boston), per quanto all'origine vi siano cause diverse (depressione, marginalità sociale, frustrazione), c'è un solo filo conduttore: il genere sessuale dei responsabili, tutti uomini. Proprio per questo la Siebel Newsom interroga psicologi e pedagoghi per avvalorare la tesi che la soluzione (o una parte della soluzione) al problema è crescere i ragazzi con modelli educativi che vadano verso "l'identità sessuale indistinta". Cioè, in altri termini, ancora prima che regolamentare in maniera diversa il mercato delle armi, per la documentarista è prioritario insegnare ai maschietti sin da bambini ad accettare il diverso e ad essere sensibili al lato femminile del proprio carattere. Più fru fru e meno violenti, insomma. 

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Commenti all'articolo

  • claudionebridio

    18 Gennaio 2014 - 00:12

    Cos'è, un propagandatore delle "meravigliose" biotecnologie del Prof. Dott. Mr. Hyde Umberto Veronesi che ha promesso alle donne di avere (in futuro) figli senza bisogno degli uomini, così eliminando la loro diuturna, sempiterna, vittimistica "disforia", costruita a tavolino da volponi che sanno bene dove vogliano andare a parare? Altro che le riviste tipo "Donna Moderna"! Forse quella più adatta per loro sarebbe "Complessata Moderna"! E' una rivista in cui si spiega perché il "femminicidio" sia una truffa di Stato e il vittimismo femminista il risultato delle modernissime tecniche di manipolazione mentale che stanno di fatto plagiando il cervello di uomini e donne, sempre meno capaci di intuire la cosa, spianando la strada all'androgino di Veronesi, perfettamente adattato alla futura, imminente società liquida del pensiero debole e omologato, ossia il perfetto imbecille costruito per essere lo schiavo della società del consumismo illimitato.

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  • Fonzy

    17 Gennaio 2014 - 17:05

    assolutamente con la colpevolizzazione inemendabile del maschio. Prima, ora e sempre. Anche nel caso di mamme che buttano dalla finestra il figlio ... non è 'depressione post-partum' con relativa psicosi, ma ovviamente del padre, senza il quale la donna non sarebbe rimasta incinta e quindi non sarebbe stata 'vitti,ma' della disforia.

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  • claudionebridio

    17 Gennaio 2014 - 15:03

    Andrea Yates, come ben ricordato dal bel libro di Alessandra Nucci: "La donna ad una dimensione" con la genesi di tutte le più demenziali ideologie imposte all'Occidente col lavaggio del cervello laicista e politicamente corretto, è l'americana che uccise i suoi cinque figli annegandoli nella vasca da bagno e divenuta un'icona del femminismo. Al suo processo la massima organizzazione femminista americana trovònaturale farne il simbolo della donna vittima dell'oppressione maschile: "martire lei, non i suoi cinque bambini assassinati: che della morte si pentisse piuttosto un uomo, in questo caso il marito sconsiderato che si era permesso di metterla in cinta". Questo, prosegue la Nucci, fornisce un esempio eloquente del cinismo con cui le ideologie dell'innocenza femminile oggi sono pronte a leggere gli eventi sempre e soltanto in chiave di oppressione delle donne. Negli atenei occidentali, specie USA, questa tendenza è portata avanti alacremente. Col lavaggio del cervello.

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  • claudionebridio

    17 Gennaio 2014 - 15:03

    Il radical-femminismo è una delle tante ideologie laiciste inventate a tavolino, questa ideata nelle università americane con abbondanti inclusioni di politicamente corretto nord-europeo. La corruzione dei cervelli sia femminili (vedi femminismo antagonista, demenziale e truffaldino) che maschili (vedi i poveri "maschi-pentiti", frutto del malebashing, ossia attacco tout court al maschile) per arrivare a costruire una società liquida e imbelle di androgini, dove sia abbattuto il principio di autorità "patriarcale" maschile (quello checonsente ai figli l'iniziazione all'età adulta) per arrivare a creare un essere debole, femminilizzato, gallina d'allevamento di batteria per i futuri "illuminati" autoproclamatisi "guide" del "popolo bue". Questo processo di attacco al maschile per indebolire la società è avanzato in Scandinavia (dove stanno venendo al pettine i disastri delle politiche femministe), nell'ex Spagna zapateriana e fa parte degli orientamenti "culturali"del laicismo europeo.

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