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La resa di Mario

Monti ammette e si arrende: siamo ancora in crisi

Monti ammette e si arrende: siamo ancora in crisi

 

Mario Monti, per la prima volta alza le mani e  ammette che siamo ancora in crisi, usa una metafora inaugurando la sede di Vodafone Village: "Ci siamo spostati dall’orlo del  precipizio, ma il cratere del precipizio si sta allargando e ci sta rincorrendo. Siamo di nuovo in crisi. Adesso dobbiamo pensare di più alla crescita che richiede molto tempo". Il premier dunque ha spiegato che gli effetti del deceto sviluppo non saranno a breve: "Non voglio dare illusioni: prendere provvedimenti per la crescita è un percorso lungo e faticoso  e a breve potrà esserci qualche effetto, ma non possono essere misurati su un mese o su un trimestre".

Ha parlato anche della dismissione dei patrimonio pubblico. "Sarebbe di discutibile opportunità venderle al mercato - ha detto - perdendo la possibilità di fare un minimo di strategia industriale e in un momento in cui i prezzi sono così bassi". Secondo Monti, la decisione di vendere parte del patrimonio pubblico non è stata presa subito "perchè sarebbe stato un messaggio sbagliato al mercato e alla comunità internazionale. Prima bisognava mutare durevolmente i flussi correnti".  Il Paese, ricorda il premier, "era atteso alla prova sulla sua   capacità di aumentare i flussi correnti e sottoporsi a sacrifici,   come nella lotta all’evasione fiscale". "Se tutti gli aggiustamenti   fossero stati fatti vendendo pezzi di patrimonio" il messaggio ai   mercati sarebbe stato sbagliato. Monti sottolinea questo aspetto in un  passaggio del suo intervento alla inaugurazione del Vodafone Village. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • dionisio.attanasio

    18 Giugno 2012 - 10:10

    Era previsto , non fa altro che fornire terrorismo, un giorno siamo fuori dalla crisi, l'altro giorno si alza e dice di essere ancora in crisi , ma la smetta e vada via con queste sue minacce non spaventa nessuno, Il governo tecnico non ha fatto altro che guai, La Fornero fa l'arrogante, meno male ancora per poco vada a fare l'insegnante se la sa fare:

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  • alfredo giulio

    17 Giugno 2012 - 08:08

    Oltre agli accordi che i capoccioni fanno in quella località Svizzera, di cui mi sfugge il nome, c'è in giro un Trattato MES di cui non si parla. Sapremo mai per cosa è veramente pagato Monti? E l'Euro interessa a noi od alle Banche? Mi pare tanto che si ripeta la storia, fattaci credere, che Garibaldi abbia unito l'Italia, coi soldi dei Savoia, per il bene del popolo.

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  • spalella

    16 Giugno 2012 - 19:07

    Sono un milione trecentomila le zecche che vivono di sola politica, sono un esercito di parassiti che ci fanno buttare centinaia di miliardi l'anno... Monti fà finta di nulla, e le bestie della politica che gli buttano l'osso degli incarichi non le tocca. Incarichi che Monti, e tutti i burocrati come lui, riceve appunto dalla politica perchè la politica li considera dei servi supinamente allineati e coperti. Cerca i risparmi nei ministeri, Monti, li cerca lì dove c'è solo una frazione dello spreco totale, dimenticandosi le mangiatorie delle bestie della politica che nutrono anche lui. Ma con I Grillini spero cambierà tutto, alle prox elezioni.

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  • il leghista monzese

    16 Giugno 2012 - 19:07

    Il mio post inviato alle 17 e 50 ora Italiana, intitolato C'È UNO, ancora non compare?? Vi mettete a CENSURARE uno dei più vecchi e assidui lettori (e quando ero in Italia compratori) di LIBERO e date spazio ai post di chi NON VI HA MAI COMPERATO??? Attendo fiducioso. Saludos

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