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Finanza Perversa

Euribor truccato: rischio stangata
per chi ha un mutuo variabile

Lo scandalo sui tassi manipolati potrebbe portare a un nuovo meccanismo di calcolo degli interessi, che sarebbe ovviamente al rialzo

Possibile un salasso sulle rate dai 25 ai 50 euro al mese per chi deve ripagare ancora 100mila euro

 

di Tobia De Stefano

Il più grande timore per un mutuatario di casa nostra? Che lo scandalo dei tassi manipolati, nato sul Libor e poi esteso all’Euribor, possa trasformarsi nell’ennesima mazzata occulta. Premessa: per ora è solo una delle ipotesi in campo, ma se dalla teoria si dovesse passare alla pratica, il danno per chi ha in ballo un prestito variabile (che ha come riferimento l’Euribor) per l’acquisto della casa sarebbe paragonabile a una nuova Imu. 

Il rischio c’è e parte dall’idea che il tarocco dei tassi interbancari non possa finire impunito. Insomma, non basta lo scalpo di Barclays, l’unica banca che finora ha ammesso le sue colpe pagando una multa da 290 milioni di sterline (mentre Deutsche Bank dovrebbe accantonare una cifra compresa tra 300 milioni e un miliardo di dollari), ma anche il meccanismo di calcolo dei tassi interbancari dovrebbe essere rivisto. Come funziona? A oggi il calcolo dell’Euribor si basa sulle informazioni fornite volontariamente, al mattino, da un elenco di primarie banche europee, scelte sulla base della dimensione e del rating. In sostanza, ogni banca indica il tasso al quale crede che un’altra banca scambi denaro sul mercato interbancario. In Italia, per esempio, partecipano «al sondaggio» Intesa, Unicredit,  Monte Paschi e Ubi banca (in totale sono 43). E il dato viene diffuso alle 11 e 15 dall’European banking federation. 

Ma domani continuerà a funzionare così? La domanda è lecita, perché il sistema, come appare a tutti evidente, ha mostrato delle crepe, e quindi  dovrebbe essere rivisto. Da qui nasce la grande paura. 

Il problema (per molti mutuatari in realtà è una manna dal cielo) è che l’Euribor a uno e tre mesi è ormai da tempo ai minimi storici. Ieri il riferimento mensile era allo 0,18%, mentre quello trimestrale toccava quota 0,45%. Quote troppo basse per essere vere. Nel senso che, come vanno ripetendo esperti ed analisti, le operazioni tra privati non dovrebbero avvenire a tassi inferiori rispetto a quelli stabiliti dalla Banca Centrale europea. A questo punto basta ricordare che solo pochi giorni fa Draghi li ha abbassati allo 0,75% per capire che c’è qualcosa che non torna. O meglio, per capire che un eventuale giro di vite sul meccanismo di calcolo dell’Euribor non potrebbe che danneggiare chi possiede un mutuo a tasso variabile. I tassi, insomma, sarebbero destinati a salire e non sarebbe un danno da poco conto. Se i due Euribor infatti si uniformassero ai saggi stabiliti dall’istituto di Francoforte,  d’amblais chi ha sottoscritto un prestito a tasso variabile si troverebbe davanti a un aumento di 0,58 e di 0,30 punti degli interessi. 

In soldoni: chi dovesse avere ancora 100 mila euro di mutuo da pagare si vedrebbe la rata mensile del mutuo aumentare di poco meno di 50 euro. Mentre per chi è ancorato all’Euribor a tre mesi, il salasso sarebbe leggermente inferiore: poco più di 25 euro.   

Morale della favola: ci troveremmo di fronte a una piccola Imu che riguarderebbe gli oltre 3 milioni di italiani che hanno in pancia un mutuo a tasso variabile. Ma non solo. Perché sarebbero coinvolti anche tutti i cittadini che un prestito per comprare casa devono ancora richiederlo. Una catastrofe che, questa sembra l’unica certezza, scatenerebbe le associazioni dei consumatori. L’Adusbef, tanto per capirsi, ha calcolato in almeno 3 miliardi di euro il danno provocato ai mutuatari di casa nostra dallo scandalo Euribor. E non osiamo immaginare l’entità del risarcimento che sarebbe pronta a chiedere per l’eventuale revisione del meccanismo di calcolo dei tassi. La speranza è di non scoprirlo mai.

 

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