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Gli estremisti del politicamente corretto

Il rogo delle barzellette "Sui gay non si può ridere"

Il rogo delle barzellette "Sui gay non si può ridere"

Premessa. A giudicare dalle poche anticipazioni sull’iniziativa editoriale che allega al settimanale Visto un libricino denominato Le migliori barzellette sui gay, tali freddure fanno pena. «Ti va di giocare a nascondino?», chiede un tizio, versione fumetto, con lo scollo a V aderente. E l’amico, con la manina all’insù: «Ok, se mi trovi mi puoi violentare, se non mi trovi...sono nell’armadio». Diciamo che l’allegro volumetto difficilmente vincerà il Nobel della Letteratura per l’umorismo; da qui a dire, o solo pensare, che la battaglia per i diritti civili degli omosessuali sia in pericolo e che l’omofobia in Italia conoscerà un picco improvviso a causa di queste battute mal partorite, fa parecchio ridere. Più delle barzellette stesse.
La dimostrazione empirica che in Italia si può scherzare su tutto tranne che sui gay è arrivata ieri. Si può sfottere il Papa con imitazioni più o meno riuscite (da Ballantini a Crozza), fare vignette sui cardinali, si possono deridere carabinieri, avvocati, suore, preti, comunisti, fascisti, Totti, la statura di Berlusconi o di Brunetta, la culona della Merkel, le Milf, i tedeschi e gli inglesi nelle storiche barzellette che abbiamo sentito dalle elementari, ma i gay sono intoccabili.
Cosa è successo? Il settimanale Visto ha deciso di allegare al prossimo numero della rivista un libretto del 2012, pubblicato da Edizioni e Comunicazione nella collana Come fare ridere (online si trova in vendita a 4,99 euro), Le migliori barzellette gay. Della stessa «famiglia» esistono le freddure sul sesso e la coppia, sui dottori, su preti e suore, sui carabinieri e su Totti, e con le storielle raccontate da e su Berlusconi, dagli ebrei sugli ebrei. Non abbiamo potuto consultare il volume nella sua interezza (l’edicolante ci ha detto che uscirà nei prossimi giorni) ma a giudicare dall’anticipazione ci sentiamo di affermare che queste battute sono sicuramente perdibili. L’operazione dovrebbe suscitare al massimo l’indifferenza. Che si scomodino parole come «omofobia» e che nascano delle petizioni online appare francamente ridicolo. Invece... Sui social network è scoppiata l’ira. «I rotocalchi che ci meritiamo. Complimenti», «Mai vista una schifezza del genere». Su Change.org sono state lanciate due petizioni, una anche di Gaia Italia, rivolte alla redazione e al direttore del rotocalco, Roberto Alessi: «Per impedire la diffusione del pregiudizio e del dileggio discriminatorio contro le persone omosessuali. Se l’editore e la redazione si scusano con i lettori e le lettrici e ritirano l’allegato omofobo dimostrano correttezza e civiltà nei riguardi di milioni di persone». E poi inviti a boicottare la rivista, allarmi contro il pericolo di sostegno al bullismo, mancava poco che il libricino delle barzellette sceme fosse ritenuto responsabile dei bombardamenti a Gaza o dell’esondazione del Seveso.
Fatto anomalo: il mondo gay, di solito compatto, è inaspettatamente diviso sulla questione. L’Arcigay tuona: «Bieca operazione che trae profitto dall’ipocrisia. Direttore e editore sono degli irresponsabili». C’è chi si vede demonizzato dalle freddure e dall’esistenza delle barzellette sulla categoria, c’è chi reagisce diversamente: «Invece di scandalizzarsi per un libricino non sarebbe il caso di impiegare lo stesso” impeto civico” su questioni più serie e sostanziali?», scrive Aldo. Inaspettata anche reazione di Roberto Alessi, direttore della testata (e anche di Novella 2000). «Non ne so niente: non è un’iniziativa redazionale, probabilmente è un’iniziativa che attiene alle politiche distributive di cui non mi occupo. Chiedo scusa in prima persona. Per quanto riguarda la posizione di Visto sul rispetto e la considerazione del mondo omosessuale basta leggere i nostri servizi, ultimo quello della settimana scorsa sul vicesindaco di Viareggio o sull’impegno sociale di Vladimir Luxuria nel suo quartiere a Roma». Non si scusa, invece, Federico Silvestri, ad e direttore generale di Prs, società proprietaria di Visto, in precedenza edito dal gruppo Rcs. «Difendo e rivendico la scelta di allegare a Visto opere di barzellette su varie tematiche, tra le quali anche i gay, che non sono più un argomento tabù. A discriminare, piuttosto, è chi pensa il contrario. Sto seguendo con enorme sorpresa il montare di questa polemica, assolutamente artefatta e fuori luogo. Abbiamo deciso di abbinare alla rivista dieci titoli di barzellette sulle tematiche “classiche”, da Pierino ai carabinieri allo sport. Mi chiedo dunque perché ci si indigni per i gay e non per i carabinieri o le mogli tradite. Respingo con forza la polemica, anzi la rivolgo a chi la monta: sono loro che discriminano».
Forse in questi casi l’ago della bilancia è la qualità della satira. Al momento l’unico ad aver messo d’accordo tutti è stato Checco Zalone con il capolavoro d’ironia Gli uomini sessuali. Lui faceva ridere, tutto qui.

di ALESSANDRA MENZANI

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Commenti all'articolo

  • totano54

    20 Agosto 2014 - 10:10

    Stiamo diventando un Paese ricchiogarchico...

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  • grisostomo

    grisostomo

    20 Agosto 2014 - 08:08

    Basta con i finocchi? Abbiamo altro cui pensare. Ridateci Mussolini

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  • routier

    20 Agosto 2014 - 08:08

    Credo di avere ancora (per adesso) il sacrosanto diritto di scegliere le barzellette che mi fanno ridere, alla faccia dei perbenisti e dei politicamente corretti.

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  • nick2

    19 Agosto 2014 - 20:08

    Io credo che la barzelletta in copertina abbia anche un altro significato, perché l’espressione “coming out” deriva dalla frase “coming out of the closet”, in italiano “uscire dall’armadio”. Il genio, autore del volumetto, non ha fatto altro che tradurre letteralmente dall’inglese la vignetta, snaturandone il contenuto. I modi di dire sono quasi sempre intraducibili in altre lingue!

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