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Politically correct

Ha vinto la Kyenge:
basta 'padre' e 'madre'
c'è solo 'genitore'

Il ministro "ordina", la rossa Bologna è la prima a eseguire: sui documenti comunali sarà usato solo il termine neutro

Ha vinto la Kyenge:
basta 'padre' e 'madre'
c'è solo 'genitore'

Bologna bandisce «padri» e «madri». Al loro posto sui moduli per i servizi educativi si useranno i termini - politically correct - «genitore richiedente» e «altro genitore». La giunta si piega così al volere di Sel che non si è lasciata scappare la ghiotta occasione di mutuare l’ultimo trovata stronca-famiglia. Perché quel «padre» e quella «madre» piazzati sui documenti in carta richiesti dal comune per presentare le domande di iscrizione a nidi e asili per il popolo dell’ultrasinistra risultavano «discriminatori». La proposta, per la verità, non porta la firma dei vendoliani felsinei. Arriva dritta da Venezia dove nei giorni scorsi Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le pari opportunità, ha avanzato l’illuminata proposta di sostituire a mamma e papà i termini «genitore 1» e «genitore 2», per non fare torto alle coppie omosessuali, che diversamente avrebbero corso il rischio di sentirsi di serie «B». Inutile dire che l’idea è piaciuta tantissimo al ministro Cécile Kyenge che fieramente nei giorni scorsi ha affermato di essersi «sempre battuta per le pari opportunità» e si è detta pronta - anche in questo caso - a garantire appoggio all’iniziativa. Così, sull’onda dell’eco nazionale, a Bologna Sel ha voluto fare la prima della classe.

Leggi l'approfondimento di Filippo Manvuller

su Libero in edicola mercoledì 18 settembre

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Commenti all'articolo

  • blekenduait59

    25 Settembre 2013 - 00:12

    chi è andato al governo ed ha fatto i nomi dei ministri che dovevano servirgli per provare a migliorare la condizione della nostra Italia dove ha cercato???? ma che problemi vogliamo risolvere se ogni giorno buttiamo sul piatto cazzate che diventano fonte di scontro della nostra società..appena arrivata alla poltrona la nera signora(perchè è forse bianca?ho detto la verità..perchè chi non la pensa come me non piace la verità?Si?Allora siamo d'accordo in ambo le parti a dire che è nera)..appena arrivata inizia con il diritto di cittadinanza,ora con questa trovata dei genitori(ma non è farina del suo sacco),poi con i rom che devono avere casa,scuola,documenti,sanità,stipendio...e la pensione no? Ed oltre all'impunità che già hanno ottenuto per le loro giornaliere razzie,furti,accattonaggi in ogni dove(leggetevi articolo su Faenza dove il loro"Mammuth"è passato a miglior vita che è successo)..che cazzo dobbiamo dare..nessuno di questi argomenti era nei programmi,i veri e seri a quando?

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  • gitex

    24 Settembre 2013 - 22:10

    non rimane che trasferirsi in Russia......

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  • gosel

    23 Settembre 2013 - 18:06

    Chi se ne frega delle demenziali trovate della bantula io sono stato generato da un padre (maschio) e da una madre (femmina) che continuerò a chiamare in questo modo e me ne fotto altamente delle decisioni di chi, per far piacere al suo capo con l'orecchino (o l'orecchione) vuole cambiare anche la natura di chi genera dei figli. Di questo passo tra un po ci vieteranno di andare con le donne. Ribelliamoci finche siamo in tempo!

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  • white warrior

    22 Settembre 2013 - 23:11

    Se una coppia divorzia,non per questo i due smettono di essere padre e madre dei figli che hanno generato. Se una coppia adotta un bambino abbandonato, orfano o sottratto dalla legge a genitori non in grado di provvedere alle sue necessità, diventano, rispett., padre e madre del piccolo. Se una coppia non riconosciuta deve affrontare difficoltà concrete, non le risolve negando il nome di padre e madre a coloro cui spetta. Col linguaggio, si vuole modificare la percezione della realtà o negarla da questo derivano le conseguenze assurde di soluzioni impensabili a problemi inesistenti. Per es., stabilendo se il n° 1 è meglio del 2 perché lo precede. Certo, è meglio usare le parole giuste. Altra conseguenza, chi dissente rispetto all'ideologia del Pensiero Unico è passibile di denuncia. La democrazia non può che risentire negativamente della lotta insensata alle parole. Difendiamole, per difendere la democrazia da imposture e imposizioni del Pensiero Unico.

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