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Silenzio stampa

Belpietro vince la sua battaglia, ma i siti italiani lo snobbano

Strasburgo dà ragione al direttore di Libero, ma a vincere è la libertà di stampa. In Italia non se ne accorge nessuno se non Il Giornale e Il Fatto

Maurizio Belpietro

Maurizio Belpietro

La Corte europea dei diritti dell'uomo stamattina ha dato ragione a Maurizio Belpietro, direttore di Libero, ma non solo. A Strasburgo, oggi, è stata scritta una pagina storica per la libertà di stampa: condannare un giornalista alla prigione non si può. Evviva! Dopo anni di battaglie in tribunale e alcune condanne - la più tristemente celebre è quella inflitta un anno fa ad Alessandro Sallusti - si è giunti ad una svolta. La libertà d'espressione è sacra e tutti quelli che maneggiano questa libertà quotidianamente, oggi, hanno che festeggiare. La battaglia di Belpietro, insomma, non era in solitaria, ma funzionale al raggiungimento di un obiettivo comune e più importante. Missione compiuta, ma poco rumore. Strano?

Silenzio stampa - I grandi giornali italiani, infatti, hanno preso la notizia un po' sottogamba. I motivi di una scelta così singolare si ignorano, ma resta che, esclusi Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, nessun altro quotidiano nazionale abbia proferito verbo. Il Corriere della Sera e Repubblica nemmeno per idea, La Stampa idem. Hanno tutti deciso di "bucare" la notizia o forse non hanno capito l'importanza rivoluzionaria di una sentenza che protegge le idee prima delle persone. Belpietro, si può essere certi, sarà comunque contento: alla fine, ha combattuto la sua battaglia anche per loro.

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    01 Ottobre 2013 - 14:02

    Qui si dimostra quanto sia "falsa e tendenziosa" la nostra carta stampata. L'importante ... dire mille cazzate ed incassare i finnziamenti dello stato ( i soldi dei poveri ignoranti cittadini ).

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  • helpid

    27 Settembre 2013 - 14:02

    già, dove sono tutti questi autentici difensori dell'informazione, ... io non ne vedo molti ... però vedo tantissimi pennivendoli, ad iniziare da sua identita don mieli, (baciamo le mani a vossìa e a don debenedetto (padsrino della magistratura italika) il kolui verbo sostituirà tra breve la bibbia!!!! Kantaci - o buffone - le gloriose gesta del tuo padrone (db) e dei suoi prodi accoliti che hanno destabilizzato l'itaglia intera ai tempi dell'iri. http://www.nocensura.com/2011/08/prodi-e-de-benedetti-unamicizia-molto.html - provati a scrivere non un articolo, ma due paroline sulle commistioni db-prodi-dipietro e magistratura intiera!! Provaci emerito prezzolato pennivendolo buffoncello, in tre secondi saresti disokkupato!!!

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  • fonty

    fonty

    26 Settembre 2013 - 15:03

    Perchè non solo difende le idee prima delle persone, ma è propedeutica (si spera) all'eliminazione della norma del codice penale Rocco mai abrogata, che serviva ai tribunali speciali del fascismo per eliminare gli antagonisti politici o scomodi come di fatto succede ancora oggi. D'ora in avanti nessun giudice avrà più l'ardire di avvalersene per compiere le sue vili vendette personali o perchè aizzato da qualche lobby o partito, pena la sua sconfessione, quindi tanto vale cancellarla ed applicare finalmente la costituzione "la più bella del mondo" a parere dei compagni, ma anche la più obsoleta e contraddittoria.

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  • silvano45

    25 Settembre 2013 - 11:11

    chiamali giornalisti coloro che scrivono sui giornali e nelle tv del paese è un eufemismo una forzatura tutti hanno un padrone tutti sono al servizio di un politico un imprenditore un affarista i pochi fuori dal coro e liberi fanno la fame ecco perchè per libertà di stampa siamo al 6o posto nel mondo

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