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Le esequie del boia

Priebke non si è mai pentito
Ecco perchè la Chiesa
può rifutargli i funerali

Lo prevede il diritto canonico nei casi di "peccatori manifesti che non abbiano mostrato ravvedimento". E l'ex nazista non ha mai fatto ammenda per le Fosse Ardeatine

Priebke non si è mai pentito
Ecco perchè la Chiesa
può rifutargli i funerali

Per anni ce lo siamo tenuti in Italia, a Roma. In una casa in centro, con tanto di colf e scorta che lo accompagnava al mercato o ai giardinetti. Ma ora che è morto, tutti a fare gli scandalizzati in vista delle esequie dell'ex gerarca SS Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, morto venerdì all'età di 100 anni. E se la presa di posizione della comunità ebraica è ineccepibile, le frasi sdegnose del sindaco della città Ignazio Marino hanno il sapore della propaganda politica, per uno che fino all'altroieri faceva il chiruego e di questioni legate agli anni della Resistenza non si è mai occupato. Ma certo lui parla a nome della comunità (Roma) profondamente ferita. Resta il giallo, sui funerali di Priebke. Perché tutti dicono 'mai qui a Roma'. L'idea migliore sarebbe rifilare le spoglie dell'ex nazista alla Germania, della cui nazionalità Priebke si è sempre fatto vanto. Ma il tentativo creerebbe probabilmente un caso diplomatico. Il fatto è che il vicariato di Roma avrebbe rifiutato lo svolgimento delle esequie in una qualsiasi delle chiese della Città Eterna. E in molti si sono chiesti se la Chiesa abbia effettivamente la possibilità di negare il funerale a un defunto. Della questione si occupa il diritto canonico, che dedica alla questione un capitolo dal titolo "A chi si devono concedere o negare le esequie ecclesiastiche". E il caso Priebke può effettivamente rientrare tra quelli che possono esserne privati, laddove il diritto ecclesiastico dice che "ci sono peccatori manifesti ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli". E' sulla base di questo canone che la Chiesa ha più volte negato le esequie ai boss mafiosi. Divieto che non è assoluto, ma subordinato alla condizione che i defunti "prima della morte non diedero alcun segno di pentimento". E Priebke, della strage cui partecipò nel giugno del '44 alle Fosse Ardeatine, ha sempre rifiutato di pentirsi.

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Commenti all'articolo

  • perfido

    16 Ottobre 2013 - 23:11

    non merita alcun riscontro, perché ha omesso dire, tra l'altro, che i partigiani furono "grandi" a creare una guerra nella guerra. Per questo non ha vinto la guerra l'Italia.....parteciparono questi commentatori.

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  • peppino coppola

    16 Ottobre 2013 - 18:06

    il cardinal vallini deve essersi sentito addosso i panni del giudice supremo (o di mastro Titta, il boia del Papa Re) quando ha negato i funerali religiosi. Penso che non gli basterà il resto della sua vita per pentirsi della sua perfidia e della sua mancanza di carità. I Romani, con la loro civiltà, dicevano:parce sepulto (qualcuno lo traduca al perfido vallini).

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  • varini

    16 Ottobre 2013 - 12:12

    concordo con l'articolo inviato alle 08.38 leggere il libro di GIANPAOLO PANSA "la guerra dei vinti".Questo fatto dimostra il livello di paese civile fatto da vigliacchi e ciarlatani. Il congolese kabobo i mafiosi ,camorristi ecc....? facciamoli santi!!!!!!

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  • 124013es

    16 Ottobre 2013 - 08:08

    I morti meritano rispetto, comunque. Ricordando quei fatti non bisogna dimenticare l'attentato di via Rasella "su un esercito in fuga": a cosa serviva? A provocare una rappresaglia prevista dalle nornme di "guerra" (1 a 10) e dare poi medaglie d'oro a "intraprendenti e incoscienti" attentatori? Priebke nell'occasione eseguì l'ordine ricevuto di esecuzione della "rappresaglia" ,direttamente dal suo Paese , ma non si avvide che le vittime destinate all'esecuzione erano 3 in più (333 anzichè 330). E' certamente un eccidio enorme, ma guerra ha fatto di peggio: ce lo dicano i "Partigiani", quante esecuzioni anche di massa (vds le fosse Titine)hanno fatto e quanto hanno "pagato" per questi massacri. Alla loro morte sicuramentenon fu negato il funerale con rito religioso.La morte è morte, non cancella i fatti(violenti della guerra). Ma questi morti (tutti) meritano comunque rispetto: lasciamoli riposare in pace.

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