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Influenza A, a Oxford

contagiati 17 italiani

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Influenza A, a Oxford
  Erano venticinque adolescenti sani, il 16 luglio, quando si sono imbarcati sul volo per l'Inghilterra. Però sani - ieri sera allo sbarco dal volo di ritorno a Elmas - erano rimasti solo in otto: gli altri diciassette hanno conosciuto il virus dell'influenza suina, e cinque di loro sono ancora malati. a riportarlo il quotidiano L'Unione Sarda. L'hanno contratto (e pagato 2.500 euro) a Oxford, in un campus universitario dov'erano andati per imparare l'inglese, e che giorno dopo giorno si sta trasformando in un lazzaretto. Dei cinque adolescenti influenzati in forma acuta nessuno è in pericolo di vita, e si spera che gli otto sani non abbiano il virus in incubazione. I rimanenti dodici sono praticamente guariti.

«Malati ovunque nel campus e diagnosi ridicole: per il medico inglese, i tanti ragazzi di diverse nazionalità che sono stati contagiati hanno tutti il raffreddore», sbotta Maria, medico in un ospedale cagliaritano: L'Unione Sarda non scrive il suo cognome per tutelare l'anonimato del figlio quattordicenne, uno dei cinque che ha contratto l'influenza A in forma acuta, con febbre a 39-40 gradi che per giorni se n'è infischiata perfino delle dosi massicce di paracetamolo.

La scoperta - Ieri sera, quand'è sceso dall'aereo, il ragazzo aveva una temperatura intorno ai 38 gradi, così come diversi suoi amici: malgrado la pandemia dichiarata a gran voce da Oms e capi di Stato di tutto il mondo, non esistono restrizioni sui voli, al contrario di quanto era stato fatto con successo per isolare l'influenza aviaria.

La rabbia del medico - Maria è furibonda: «Ho il sospetto che il Regno Unito stia minimizzando l'epidemia da H1N1 che ha invaso quantomeno il campus di Oxford: temono forse una valanga di annullamenti nelle prenotazioni per i corsi estivi d'inglese. Una forma parainfluenzale, è la diagnosi del medico inglese per mio figlio, per gli altri quattro casi gravi e per i dodici che hanno superato l'influenza in forma blanda. Oltretutto sono ragazzini, ma nessuno degli organizzatori dei corsi si è sentito in dovere d'informare i genitori. Che raffreddore è, quello accompagnato da febbre altissima per giorni?». Trascorse 48 ore dalla comparsa dei sintomi, diventano inutili anche i farmaci antivirali, che in ogni caso non sono stati prescritti dal medico inglese nell'unica visita ai pazienti: come rimedio, rimangono solo la Tachipirina e l'antinfiammatorio.

Tra i casi acuti c'è anche una quattordicenne, figlia di un medico cagliaritano. Proprio suo padre, in vacanza in Inghilterra durante i giorni dello stage a Oxford, si è precipitato nel campus per visitare i componenti della spedizione sarda che erano a letto con la febbre. Sulla base dei protocolli del ministero della Salute che ormai non richiedono più il test virologico, ha diagnosticato la presenza dell'H1N1, e ne è quasi certo anche per quanto riguarda i dodici ragazzi con tosse e raffreddore. Per il ministero, i gravi sintomi e l'alta contagiosità nella stagione più calda sono di per sé sufficienti per indicare che si tratta dell'influenza diventata pandemia.

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