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Ratzinger ai medici: "No all'eutanasia e all'aborto"

Il Pontefice critica il "consumismo farmacologico: milioni di persone non possono curarsi"

Ratzinger ai medici: "No all'eutanasia e all'aborto"
Benedetto XVI è tornato su due temi etici di fondamentale importanza, riaffermando la netta contrarietà della Chiesa alla distruzione degli embrioni e all'eutanasia. Per il Vaticano le tecniche relative alla "cosiddetta salute riproduttiva, che prevedono il ricorso a strumenti artificiali di procreazione e che comportano la distruzione degli embrioni" o "l'eutanasia legalizzata, feriscono" e sono in netto contrasto alla "giustizia sanitaria".

Il commento di Joseph Ratzinger è arrivato giovedì mattina nel discorso di saluto ai partecipanti alla venticinquesima Conferenza internazionale per gli operatori sanitari, in apertura dei lavori del cardinale di Stato, Tarcisio Bertone. Il Santo Padre, rivolgendosi direttamente ai medici, ha scelto una platea significativa per il nuovo richiamo a quelli che giudica valori imprescindibili per la Chiesa.

Per il Papa la giustizia sanitaria "deve essere tra le priorità nell'agenda dei governi e delle istituzioni internazionali", anche se, "purtroppo accanto a risultati positivi e incoraggianti, ci sono opinioni e linee di pensiero  che mi feriscono". "Il Popolo di Dio pellegrinante", ha continuato Ratzinger, "per i sentieri tortuosi della storia unisce i  suoi sforzi a quelli di tanti altri uomini e donne di buona volontà per dare un volto davvero umano ai sistemi sanitari".

Il pontefice ha criticato anche il "consumismo farmacologico" e la cronica assenza di cure per milioni di persone. "Nella nostra epoca", ha concluso Ratzinger", "si assite da una parte a un'attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico". Una pratica che secondo Benedetto XVI "sta diventando quasi un culto per il corpo", mentre si ignorano "le difficoltà di milioni di individui ad accedere a condizioni minime di sussistenza, indispensabili per curarsi".

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Commenti all'articolo

  • lietanot

    12 Febbraio 2011 - 15:03

    Le verità sulla vita e sulla morte sono rivelate ai semplici non ai sapienti e agli intelligenti che credono di sapere tutto invece sono ciechi ed hanno la presunzione di guidare altri quando non riescono a vedere nemmeno il baratro che si apre davanti a loro. Queste guide sono esperte solo di odio non conoscono l'amore. E non sia confusa la purezza con l'immondezza.

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  • jerico

    24 Novembre 2010 - 19:07

    L'eutanasia e l'aborto ,sono un abominio. La vita e la morte non appartengono all'uomo ,ma a Dio. Quali sono i confini della morte cerebrale ,del coma ?Vorrei che qualche luminare della Neurologìa, mi spiegasse come mai una donna(in stato di gravidanza) cerebralmente piatta , riesce a partorire il nascituro ,per poi morire definitivamente subito dopo. La verità è , che neanche i medici conoscono i confini di questo mistero. Il grande fisico Premio Nobel australiano naturalizzato inglese, John Eccles , diceva che l'uomo è soltanto un contenitore ,un involucro visibile , ma che la sua coscienza è qualcosa di esterno ,che viene dal di fuori.L'aborto è un altro abominio, nel bene e nel male , l'uomo deve lasciare fare il suo corso alla nascita di una nuova vita, comunque essa sia -che il neonato nasca sano o ammalato non è affare nostro , ma è il progetto del Creatore che dispone tutte le cose , come in un grande puzzle.

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  • alessio di benedetto

    20 Novembre 2010 - 21:09

    L’80% degli italiani concorda con la libertà personale sulla “fine vita” e sul diritto a determinare i limiti dell’accanimento terapeutico sul proprio corpo organico, ma il Caimano e Ratzinger se ne fregano altamente. A Piergiorgio Welby, che ha deciso coscientemente che gli staccassero il respiratore artificiale, è stato negato un funerale religioso. Qui è emersa - senza misericordia - la bestialità dei monsignori. Qui è venuta meno la benevolenza della religione di stato, tanto sbandierata per questioni d’immagine ai quattro venti. Proprio Welby, morendo, ci ha ricordato che la prassi dottrinaria della Chiesa, ancora oggi praticata, non sia altro che una moderna forma di supplizio. “Addio”, ha scritto Welby ai suoi cattolicissimi torturatori, “Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori” . Questa vita apparente ed indicente è, in effetti, quella da cui Welby supplicava di essere liberato, la sola “vita” che l

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  • Lamb

    19 Novembre 2010 - 13:01

    Solite parole del Papa, ossia un uomo non sposato, che non avrà figli e che dice agli altri com'è meglio vivere e morire. A quando la riabilitazione della teoria tolemaica?

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