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L'esame di Libero

Massimo Bray, il tema di maturità: "Culture e identità nazionali per superare le difficoltà"

Massimo Bray

Mi colpiscono due cose. La prima è che nel 1914 siamo nel momento della affermazione delle ideologie nazionalistiche e ahimè di alcune forme di razzismo che incupiranno la storia d’Europa. Tutto questo mi sembra superato, e nel superarlo è stata fondamentale la forza della cultura. L’Europa del 2014 è assai diversa: lavora sui concetti di inclusione, di integrazione, di conoscenza, di rispetto delle culture altrui. È anche un’Europa che deve essere chiamata a riflettere su quelle che sono le culture e le identità nazionali, che vanno rispettate e in qualche misura devono avere una loro specificità soprattutto in un mondo che tende a uniformarle in questa forma che chiamiamo globalizzazione. È un mondo molto diverso, come diceva Hobsbawm, quello era il secolo breve che finisce, oggi c’è un mondo che si apre e che grazie alle nuove tecnologie ha rotto le frontiere che abbiamo conosciuto.

Mi auguro che sia un’Europa che riparta dalla grande forza della cultura, quella cultura che anche nel 1914 lasciava aperto un varco allo scambio del libero pensiero e delle idee. Penso sempre al luogo in cui lavoro - che è l’Enciclopedia - e a un granDe pensatore come Giovanni Gentile che creò un importante istituto di cultura e un’opera come l’enciclopedia pensata per superare barriere e chiamare intorno a sé i migliori intellettuali per affermare una identità nazionale con le sue radici. È questa l’Europa che va conosciuta e in qualche mondo non dimenticata.

di Massimo Bray
Direttore editoriale delle Treccani ed ex ministro della Cultura

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