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Fini: "Il Papa ha fatto bene a dimettersi", ma lui resta in poltrona

Fini, antenato dei dinosauri

Il presidente della Camera sottolinea la scelta del Pontefice. Ma dimentica che lui di dimissioni da Montecitorio non ne vuole sentire. Nonostante tutte le sue promesse...

Ignazio Stagno
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  Gianfranco Fini ha commentato così la decisione di Benedetto XVI di lasciare, dal 28 febbraio, il suo Pontificato: "E' una decisione di portata storica  che in tutto il mondo scuote le coscienze dei credenti e riempie di rispettosi interrogativi ogni essere umano”. Di sicuro quello del Papa è un gesto storico. Ha dei precedenti. Pochi che si perdono nei libri di storia medievale. Ma Gianfry non si è accorto di un sottile paradosso che unisce la sua storia a quella di Benedetto XVI. Il Papa ha rispettato la parola data. Da tempo alcune indiscrezioni avevano fatto capire che il Pontefice potesse lasciare. Fini invece le sue dimissioni le ha solo promesse ma si è fatto ben cinque anni alla presidenza della Camera. Qualche anno fa, pressato dalla politca e soprattutto dal Pdl che aveva tradito, Fini disse: "Mi dimetto se Berlusconi rassegna le dimissioni". Il Cav ha fatto un passo indietro. Questa è storia. Ma Fini no è rimasto in poltrona senza rispettare la sua parola. Poi è tornato ancora sull'argomento: "Se la casa di Montecarlo è di mio cognato, mi dimetto". Anche in questo caso la sua promessa è rimasta lettera morta. Insomma la decisione del Papa è storica. Quella di Fini è solo nelle favole. Nememno a San Pietro sono così attaccati alla poltrona quanto a Montecitorio.   

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