Cerca

Il passo indietro

Travolta dallo scandalo, si dimette. Federica Guidi addio: il governo è all'angolo

Matteo Renzi e Federica Guidi

Federica Guidi si è dimessa. Il ministro dello Sviluppo Economico, con una lettera inviata al premier Matteo Renzi e diffusa dal Mise, annuncia il passo indietro a tempo record. Solo poche ore fa era emersa un'intercettazione telefonica in cui l'ormai ex ministro rassicurava il fidanzato, Gianluca Gemelli, circa l'approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità con cui è stato dato il via al progetto di estrazione petrolifera Tempa Rossa. Un'opera contestatissima dalle associazioni ambientaliste e molto "utile" al fidanzato del ministro, che ora risulta indagato dalla procura di Potenza.

"Certa della buona fede"  - "Caro Matteo - ha scritto la Guidi -, sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati - si legge nella lettera - due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese".

La telefonata e la Boschi - Nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge Gemelli sono state arrestate cinque persone: il fidanzato della Guidi, emerge dagli atti, era interessato a sbloccare l'operazione Tempa Rossa, gestita da Total. Secondo l'accusa, dopo l'ok all'operazione, le aziende di Gemelli avrebbero guadagnato circa 2,5 milioni di euro di subappalti. Della vicenda, l'uomo ne parlava al telefono con la Guidi, che lo rassicurava: "Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se... è d'accordo anche Mariaelena la... quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte... Rimetterlo dentro alla legge... con l'emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa... ehm... dall'altra parte si muove tutto!". Il compagno le chiede se la cosa riguardasse i suoi amici e il ministro gli risponde: "Eh certo, capito? Per questo te l'ho detto".

"È tutto sbloccato" - Sempre leggendo le intercettazioni, si scopre che dopo aver ricevuto rassicurazioni dall'allora ministro, Gemelli chiamò immediatamente il rappresentante della Total: "La chiamo per darle una buona notizia..ehm...si ricorda che tempo fa c'è stato casino...che avevano ritirato un emendamento...ragion per cui c'erano di nuovo problemi su Tempa rossa... pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al senato..ragion per cui..se passa...e pare che ci sia l'accordo con Boschi e compagni...(...) se passa quest'emendamento... che pare... siano d'accordo tutti...perché la Boschi ha accettato di inserirlo... (...) è tutto sbloccato! (ride, ndr)...volevo che lo sapesse in anticipo! (...) e quindi questa è una notizia...".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • milibe

    01 Aprile 2016 - 08:08

    se era ministro nessuno se ne è accorto!

    Report

    Rispondi

  • kufu

    01 Aprile 2016 - 07:07

    Per una cosetta di questa portata non ci si dimette. E poi come ha detto Silvio, sono le intercettazioni da condannare, non chi commette illeciti

    Report

    Rispondi

  • kufu

    01 Aprile 2016 - 07:07

    Per una cosetta di questa portata non ci si dimette. E poi come ha detto Silvio, sono le intercettazioni da condannare, non chi commette illeciti

    Report

    Rispondi

  • gescon

    01 Aprile 2016 - 06:06

    Ci si rende sempre più consapevoli di quale sia la superiorità morale dei comunisti. Rottamatori da vomito. Ora faranno subito la norma antintercettazioni. Non si può disturbare i macchinisti. E poi è notorio che tutta la colpa sta nel l'evasione fiscale. Mentecatti.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog