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I costi della politica

Propaganda, manifestazioni e feste
I conti in tasca al Pd in rosso

Propaganda, manifestazioni e feste
I conti in tasca al Pd in rosso

Il Partito democratico va a scatafascio. Appena pochi giorni fa, la tesoreria del partito ha "minacciato" di dover mettere in cassa integrazione i suoi circa 180 dipendenti come conseguenza della progressiva eliminazione, di qui al 2015, del finanziamento pubblico ai partiti. I conti, a largo del Nazareno, sono in rosso. Di quanto, lo scrive oggi il sito de L'Espresso. Lo scorso 4 giugno, la direzione nazionale del Pd ha approvato il bilancio 2012, che presenta un disavanzo di 7.321.844 euro. Un passivo che - nel comunicato ufficiale diramato dal partito subito dopo la Direzione - viene attribuito al "dimezzamento dei rimborsi elettorali intervenuto ad esercizio in corso", che avrebbe "condizionato negativamente" il rendiconto. Ma che invece i dipendenti del partito, entrati in rotta di collisione coi "politici" dopo l'annuncio della probabile cassa integrazione, attribuiscono ad eccessive spese di propaganda e comunicazione politica.

Nell'anno passato, gli euro destinati a spese elettorali, di propaganda e comunicazione politica sono stati 8.946.199. Tanti, ma comunque la metà di quanto il partito spese nel 2011: 16.312.664 euro (nel 2010 erano ancora di più: 20.044.676). Pressochè stabile la spesa per manifestazioni ed eventi: 752.596 euro nel 2012, a fronte di 751.660 nel 2011. Insomma, una spending review altalenante, se si tiene conto che - nonostante la riduzione dei contributi pubblici per 28.740.083 euro - il Pd ha messo in piedi ben 15 Feste democratiche nazionali tematiche più l'annuale Festa nazionale a Reggio Emilia.

A fronte delle spese, il Pd ha messo in cassa 37.509.616 euro di contributi pubblici a vario titolo, tranche di rimborsi elettorali per le politiche 2008, le europee 2009 e le regionali 2010; 4.836.518 sono stati i contributi provenienti dai parlamentari come da obbligo statutario: una cifra variabile dai 42.000 annui dell'Onorevole Guido Melis ai 6.000 del collega Mario Adinolfi, e che si attesta su una media di 18.000 annui. Cifre cui si aggiungono i 3.030.323 del tesseramento.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    19 Luglio 2013 - 14:02

    Basta feste di propaganda ... .non servono a niente !! Perdono pezzi a destra e a sinistra.... La propaganda la fai casa per casa o tramite volantini .... basta e avanza.

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  • sparviero

    06 Giugno 2013 - 21:09

    Nonostante i Penati, i Lusi il MPS, la Coop l'Unipol, i rimborsi elettorali e affini siete in rosso? Ma allora l'Italia intera e i vostri simpatizzanti li avete sempre presi per il culo! PS. Un mio amico, prestava sovente la sua opera alle feste dell'unità. Addetto alle grigliate di carne si è visto richiedere l'importo del suo pasto dopo otto ore di lavoro.

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  • arwen

    06 Giugno 2013 - 20:08

    A me personalmente...nulla. Ma visto che godono di un regime fiscale agevolato sarebbe il caso che non si mettessero in concorrenza con imprenditori che, invece, le tasse le devono pagare tutte. Inoltre, tutti sanno, almeno coloro che hanno vissuto un po' di tempo in Emilia, che le coop, volenti o nolenti, sono le maggiori fonti di risorse finanziarie per il PD.

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  • colombinitullo

    06 Giugno 2013 - 19:07

    Perchè non pagano le tasse e fanno quello che ne hanno voglia.

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