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Pdl, le correnti: nomi e cognomi

Fitto, Lupi, Gasparri e Verdini

Fitto, Lupi, Gasparri e Verdini

Un partito spaccato, animato da più correnti, mai come oggi così lontane. La crepa s'è ulteriormente aperta dopo il sofferto voto di fiducia a Enrico Letta. Da una parte Angelino Alfano, dall'altra i cosidetti lealisti, a capo dei quali si è posto Raffaele Fitto. E Silvio Berlusconi? Per quanto i "lealisti" si dicano leali proprio al Cavaliere, il Cavaliere stesso non ha ancora deciso. Sta nel mezzo. Riflette. Pensa a quale fazione sostenere e proporre.

Governisti - Ora è interessante comprendere la composizione di queste anime azzurre. Partiamo dai governisti, o moderati, o alfaniani, o colombe. Il leader, ovvio, è Angelino Alfano. Tra coloro che si sono spesi per tenere insieme il governo Letta e la scorsa settimana hanno vinto ci sono poi Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo, Fabrizio Cicchitto e Renato Schifani. Guarda interessato, forse un po' a sorpresa, anche Renato Brunetta.

Lealisti - Diametralmente opposte, invece, le posizioni dei già citati lealisti: contestano la linea di Alfano, chiedono l'azzeramento degli incarichi di partito e un congresso. Il leader è Raffaele Fitto. Con lui Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, l'ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma, Deborah Bergamini, Anna Maria Bernini, Sandro Bondi e Renata Polverini, che oggi, lunedì 7 ottobre, in un'intervista su Il Messaggero ha fatto sapere di essere pronta anche a lasciare il Pdl. Tra chi è attratto dalla linea di Fitto, anche Altero Matteoli e Maurizio Gasparri. Infine un appoggio esterno: quello di Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia.

Mediatori - Tra gli azzurri c'è anche un partito trasversale, quello dei mediatori, berlusconiani fedeli ma inclini alla trattativa. Un gruppo che ha, come primo obiettivo, quello di tenere unito il partito. Il più in vista è Maurizio Gasparri. Eppoi ci sono Paolo Bonaiuti, Renato Brunetta, Michela Brambilla, Paolo Romani, Altero Matteoli, Osvaldo Napoli e Stefano Caldoro.

Falchi - C'è infine un gruppetto, più ristretto, che dagli ultimi confronti interni ci è uscito con le ossa rotta. Sono i falchi, che hanno spinto per la rottura con il Pd e che ora sono i grandi sconfitti. L'unica loro possibilità è convergere con i lealisti, ma le posizioni sono distanti. Tra di loro, i Denis Verdini e Daniela Santanchè. Poi Augusto Minzolini e Mario Mantovani.

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Commenti all'articolo

  • BIRDIE

    08 October 2013 - 17:05

    senza il Cav. sono solo una manica di numeri zero !! faccio salva solo la Carfagna : è così bella che le si può perdonare tutto , facciamola aspirante premier , mi sa che prende senz'altro più voti di Angelino !!!

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  • Gigliese

    07 October 2013 - 16:04

    La loro fine??? Come il Montecarlino, ai giardinetti pubblici a dar le briciole di pane ai piccioni.

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  • agostino48

    07 October 2013 - 15:03

    CRETINI, CRETINI, CRETINI. Sono solo dei cretini, la lezione di Fini non l'hanno ancora capita, si sono fatti turlupinare da re giorgio e letta ed hanno fatto Fuori Berlusconi. Noi pensiamo che questi politici siano intelligenti ed avveduti, non è vero, sono solo degli arrivisti che pur di fare carriera e mantenere le poltrone sono capaci di vendersi la moglie ed i figli (maschi e femmine) e credevate che non vendessero Silvio. Non hanno ancora capito che adesso hanno perso ogni potere di contrattazione nei confronti del governo, già Letta gli ordina come comportarsi con i lealisti del PDL, fra poco non gli permetteranno nemmeno di alzare il ditino per chiedere il permesso di parlare. Che cretini e pensano di avere i voti del centrodestra, se lo scordino, i vigliacchi ed i traditori non vivono molto in politica. Ieri sera su rai2 hanno fatto un servizio sulla gratitudine. anche la rai li considera delle nullità, chi tradisce il proprio padre che uomo è, e che futuro potrà avere??

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  • primus

    07 October 2013 - 14:02

    tanto il mio voto con questi coglioni litiganti lo getterò nel cesso

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