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Pd e leadership, si mischiano le carte

7 Novembre 2017

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Pd e leadership, si mischiano le carte

Roma, 7 nov. (AdnKronos) - All'indomani del flop in Sicilia nel Pd si torna a parlare di leadership. "Paolo Gentiloni oggi è a Palazzo Chigi ed è un nome spendibile, ce ne sono tanti di nomi spendibili e Renzi lo ha detto chiaramente a Napoli: lavoro per portare il Pd a Palazzo Chigi e non per portare Matteo Renzi". Lo ha sottolineato il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ai microfoni di Radio anch'io. "Abbiamo bisogno - ha aggiunto - dell'alleanza più ampia possibile, con un programma concordato".

Per Michele Emiliano "non c'è nessun obbligo che il candidato del centrosinistra debba per forza essere Renzi". Invece, propone Emiliano, ospite di 'Circo Massimo' su Radio Capital, "apriamo un confronto politico nel merito con tutto il centrosinistra, dall'Udc a Sinistra italiana, rivediamo le norme sul lavoro, sull'ambiente, sulla scuola, forziamo la mano sullo ius soli e cerchiamo di approvarlo, diamo a questo finale di legislatura l'impronta del centrosinistra, quello dell'Ulivo, ovviamente evoluto al 2018".

"Renzi ha distrutto l'Ulivo e l'Ulivo va ricostruito rapidamente. Poi un candidato premier - aggiunge - lo troviamo, l'importante è che siamo d'accordo sul contenuto". Per Emiliano se Renzi "mostrasse una tale generosità da mettersi al servizio di questa coalizione e di accettare una leadership diversa, non perderebbe nulla e anzi rafforzerebbe il suo ruolo".

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in un'intervista al 'Corriere della Sera' sottolinea parlando del nodo alleanze: "Credo sia necessario trovare un minimo comun denominatore tra centristi, Pd e sinistra di governo: insieme potremo essere competitivi, divisi saremo colpevoli". A proposito della premiership, Franceschini spiega: "Il Pd avrà come suo candidato il proprio segretario, come dice il nostro statuto. Il campo di governo alla sinistra del Pd ne indicherà un altro, mantenendo la sua originalità. Stessa cosa potranno fare i centristi. In questo quadro di competizione, le forze potrebbero essere sommate e non si eliderebbero", conclude.

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