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Corsa ad ostacoli

Legge elettorale, verso il rinvio alla Camera. Renzi: "Mi fido del Pd"

I "partitini" si mettono di traverso. Il segretario all'assemblea dem: "La legislatura ha ancora l'81% di vita. La gettiamo via?"

Legge elettorale, verso il rinvio alla Camera. Renzi: "Mi fido del Pd"

Questa legge elettorale non s'ha da fare. L'Italicum doveva approdare oggi in aula alla Camera ma si va verso un nuovo rinvio. Ufficialmente, viene spiegato, sono stati i "piccolì partiti" a chiedere la convocazione di una riunione dei Capigruppo, perché ritengono necessario avere più tempo per studiare i tre emendamenti all'Italicum presentati dal relatore, Francesco Paolo Sisto. La Capigruppo di Montecitorio è stata quindi convocata per le 14 di oggi e, molto probabilmente, rivedrà il calendario che prevede, ad ora, l'avvio in Aula della riforma oggi pomeriggio. I tre emendamenti del relatore - due sugli "algoritmi" per la distribuzione dei seggi alla Camera e al Senato e uno sulle soglie di sbarramento, al 37% e al 4,5%, così come da accordo nella maggioranza - per i "piccoli" comportano dei cambiamenti all'impostazione della riforma e, quindi, necessitano di più tempo per valutarne le conseguenze. Ma il nodo, oltre che tecnico - la ripartizione dei seggi - è anche politico: c'è, infatti, la questione del prosieguo del governo, con la direzione del Pd convocata per giovedì 13 febbraio. Ma ci potrebbero essere delle novità

Renzi: "O Italicum o salta l'Italia" - Altro intoppo, dunque, sulla strada di Matteo Renzi così pure del governo di Enrico Letta. Se la parola chiave per tutti è "riforme", l'approdo in porto della prima annunciata dal segretario Pd, quella dell'Italicum, sarebbe ovviamente fondamentale. Davanti all'assemblea del gruppo del Partito democratico, è lo stesso Renzi a provare un'accelerazione: "C'è bisogno di un approfondimento in sede politica? Io ci sto. Propongo l'inversione tra le due direzioni: giovedì facciamo quella sul governo". Renzi dice di non aver paura di "sabotaggi" interni sulla legge elettorale ("O la portiamo a casa o salta l'Italia, io mi fido della squadra del Pd", assicura il segretario) ma di voler tenere insieme la discussione su Italicum e riforma del Senato "perché la questione è politica". 

"Buttiamo via la legislatura?" - Il punto è: questo governo e questa maggioranza riusciranno a portare a termine le riforme oppure si auto-affonderanno sotto il peso di veti incrociati, veleni e regolamenti di conti? "Pensate a un videogame - è la nuova metafora di Renzi -. Questa legislatura ha utilizzato il 19 per cento della barra della vita. Questa legislatura ha davanti a sé l'81 per cento. La buttiamo via? Questa è la questione sul tappeto". Anche dal faccia a faccia con il presidente Napolitano è emerso il tema di fondo: il governo ha la forza sufficiente per "fare le cose"? Il presidente ha chiesto a Renzi di prendere una posizione chiara: se vuole sostenere Letta, lo faccia apertamente, magari favorendo un rimpasto e suggerendo qualche nome oppure accettando la proposta di una "staffetta" a Palazzo Chigi. Altrimenti si torna al voto subito, è la minaccia del Colle, anche senza riforme approvate.

Voglia di staffetta - A giudicare dai toni di Renzi, a tornare alle urne il segretario Pd non pensa minimamente: "La batteria è scarica? Decidiamo se va ricaricata o cambiata". In fondo basta fare una somma: Matteo tifa per tenere in vita la legislatura, e molti renziani sono pronti a giurare che la tentazione del sindaco di Firenze di diventare premier senza passare dal voto popolare è sempre più forte. "Credo che per Letta farsi da parte non sarebbe doloroso, ma non so se sarà questo ciò che vuole Napolitano - ammette Maria Rosaria Di Giorgi, senatrice Pd, ad Agorà su Raitre -. All'interno del Partito democratico, sia nella direzione che nei gruppi parlamentari, sta crescendo questa idea di un cambio che rappresenti anche una iniezione di entusiasmo e vitalità nell'affrontare i temi pesantissimi del paese. Siamo noi che dobbiamo trovare una soluzione e l'anticipazione al 13 febbraio della direzione mi sembra un segnale importante".

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • zhoe248

    11 Febbraio 2014 - 16:04

    non solo non deve fidarsi del PD che si è trovato in eredità ma DEVE, con F.I., pretendere che in parlamento il voto sulla riforma della legge elettorale sia espresso PALESEMENTE e non a scrutinio segreto. Se non lo farà significa che è solo un chiacchierone quaquaraqua.

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  • babbone

    11 Febbraio 2014 - 16:04

    Tanto non faranno mai niente. Vi prendono solamente per il c##o. Purtroppo la rovina dell'Italia sono gli ignoranti. Smettetela di leggere giornali faziosi, non capirate mai dove stà il marcio.

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  • vedrana

    vedrana

    11 Febbraio 2014 - 16:04

    Re Giorgio" quello che non c'entra nulla"lo ha sgridato per benino il rottamatore, e lui si è subito adeguato, con l'aiuto dei traditori di Ncd. July

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  • Aprile2016

    11 Febbraio 2014 - 14:02

    ***Letta-Mayo? "Il Putin di Tor Pignattara". Beati i bulli di quartiere che non sanno quel che fanno ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno. Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano, beati i padroni specie se kommunisti. (Cantava Rino Gaetano ne "Le Beatitudini", altro che il "Cielo è sempre più blu")!Tuhhh!!!*

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