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Figuraccia Renzi

Mafia Capitale, Legacoop restituisce i soldi di Buzzi ma il Pd se li tiene

Mafia Capitale, Legacoop restituisce i soldi di Buzzi ma il Pd se li tiene

Poche ore dopo l’esplosione dello scandalo di Mafia capitale il nuovo presidente della Legacoop nazionale, Mauro Lusetti, ha commissariato la Lega coop Lazio nel cui seno era cresciuto Salvatore Buzzi, ha deciso che mai più una cooperativa italiana avrebbe dovuto versare anche alla luce del sole un contributo a un partito politico e ha deciso di restituire anche ai soci ex detenuti le quote pagate dalla Coop 29 giugno a Legacoop. Lusetti ha spiegato anche perché ieri durante SkyTg24 Pomeriggio, il programma condotto da Paola Saluzzi: «Non vogliamo soldi che possano essere frutto di traffici illeciti». Scimmiottando il nuovo presidente delle Cooperative rosse, anche Matteo Renzi ha commissariato il Pd romano, mandandoci il fidato Matteo Orfini. Punto. La sua grande rivoluzione è finita lì. Invece di nuove regole, un mare di chiacchiere. Invece di restituire agli ex detenuti i soldi ricevuti da Buzzi, se li tiene gelosamente in cassa. I soldi non puzzano, sembra essere il refrain del gruppo dirigente del Pd.

Sembra che solo Renzi con la sua squadra abbia il naso tappato, non senta l’olezzo che proviene da quelle banconote finite nella cassa del suo partito o nelle tasche dei suoi principali dirigenti. Il Pd direttamente dovrebbe avere ricevuto da Buzzi quest’anno una somma vicina ai 20mila euro. Un contributo di 10 mila euro è stato anche dichiarato dal Pd romano alla tesoreria delle Camere, secondo la legge. Ma è una dichiarazione unilaterale: non è allegata la delibera del consiglio di amministrazione della Coop 29 giugno che avrebbe stanziato quella somma. Non è quindi nemmeno un contributo a norma, davvero alla luce del sole come dovrebbe essere. Altri 10mila euro, secondo uno dei pochi membri del consiglio di amministrazione della 29 giugno restato a piede libero, sarebbero stati versati al Pd in occasione della cena di fundrasing organizzata a Roma alla presenza dello stesso Renzi. Si trattava di circa mille euro a coperto per cenare con Renzi. Nelle casse del Pd nazionale secondo fonti della tesoreria del Nazareno non sarebbe finito nemmeno un euro: «Fu dato l’iban del conto corrente del Pd romano, rivolgetevi a loro». L’allora tesoriere della federazione capitolina al commissario Orfini che gli chiedeva se aveva mai avuto rapporti con Buzzi, ha risposto: «Sì, proprio il giorno della cena di raccolta fondi con Renzi. Il capo della Coop 29 giugno mi ha telefonato per sincerarsi che fosse arrivato il loro bonifico per pagare i posti nella tavolata».

Sì, i fondi erano arrivati. E nelle casse del Pd romano sono tutt’ora, anche se la cifra accreditata resta top secret. Restituirla agli ex detenuti della Coop che oltretutto nulla sapevano di quei finanziamenti al Pd passati sopra le loro teste? «Non se ne parla nemmeno», spiegano al Pd, facendo capire che se quell’atto fosse compiuto potrebbe venire interpretato come una ammissione di correità. Non ci sono per altro solo questi 20 mila euro, ma anche altri 120mila euro presi da candidati del Pd come finanziamento elettorale per la corsa verso il consiglio comunale e i municipi. Un quarto di questa somma - 30mila euro - era un contributo a Ignazio Marino e alla sua omonima lista. Ora che quei soldi non puzzino è veramente fantasioso dimostrarlo. Che fossero arrivati in modo lecito non è prova di alcunchè: se la Coop di Buzzi otteneva come ha dimostrato l’inchiesta guadagni in modo illecito, anche i contributi versati al Pd sono all’origine illeciti. Non c’è dolo, e nessuno al momento ha aperto questo filone di indagine, ma siamo davvero in una terra di mezzo del finanziamento alla politica che non è così distante da ipotesi di ricettazione e riciclaggio di denaro sporco. Non se ne rende conto Renzi né alcuno della sua squadra (almeno nelle reazioni ufficiali), ma nello stesso partito l’imbarazzo è grande. Come si potrà vedere oggi in un video trasmesso sul sito di Libero c’è anche chi manifesta apertamente questo disagio. Come Stefano Fassina: «Vanno restituiti tutti i denari che hanno provenienza illecita», dice con nettezza. E si associa anche Khalid Chaouki, deputato del Pd ed esperto di immigrazione: «Avete ragione: vanno restituiti agli ex detenuti quei contributi che il Pd ha ricevuto dalle coop di Buzzi. Sono con voi».

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • RaidenB

    30 Marzo 2015 - 12:12

    E la magistratura che sta a fà? Manda la pubblicità. Scherzi a parte, la corrotta magistratura rossa anche questa volta farà finta di non vedere che il suo partito commette l'ennesimo reato.

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  • fofetto

    18 Dicembre 2014 - 14:02

    Pensa te che miliardate di Euro dovrebbe restituire il P(D_DS_CI_ ed ex ecc.) in tutti questi 10 lustri di corrutele, Ve lo dice uno obbligato nel 1978 a pagare il 7,50 % di 36 milioni di lire! Ingordi lestofanti che hanno insegnato all'Italia intera l'arte della ruberia. Brutti mascalzoni fannulloni.

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  • gregio52

    18 Dicembre 2014 - 14:02

    Pensavate di aver a che fare con un politico pulito ? SBAGLIATO !!!!! Renzi ritengo che è pure peggio perché con quel suo voler dimostrare di essere un anti corruzione è più corrotto degli altri. "FESSI" a chi crede a quest' uomo !

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  • giuseppesangreg

    18 Dicembre 2014 - 11:11

    Non basta restituire il denaro, chi ha preso soldi illeciti dovrebbe uscire dalla scena politica e finire in carcere per un reato. Solo così si può sperare che il senso della legalità finisca con l'imporsi, non certo con le chiacchiere dei politici consapevolmente o no di parte.

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    • bettely1313

      18 Dicembre 2014 - 14:02

      infatti dovrebbe uscire di scena della politica italiana il PD. perché i soldi della coop rossa romana ma di tutte le coop rosse esistenti in Italia sono gestite direttamente dal PD. Questo è lo scandalo rosso perché significa rubare al popolo. impossessarsi dei soldi pubblici sottratti alla Casse dello Stato per interessi propri e del partito rosso.

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