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TU NON MI LASCERAI MAI SOLA

20 scatti d’autore raccontano
il Parkinson a esordio giovanile

Una mostra fotografica, in corso fino al 31 marzo a Milano presso l’Istituto ortopedico Galeazzi, dà voce alla condizione dei parkinsoniani attraverso le immagini di Svan Bergman

3 Marzo 2018

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20 scatti d’autore raccontanoil Parkinson a esordio giovanile

Francesca Cavalli ha 48 anni e da 7 anni combatte contro la malattia di Parkinson, patologia degenerativa che viene comunemente e erroneamente considerata appannaggio dei soli anziani. Per questo motivo l’artista Swan Bergman l’ha resa protagonista dei 20 scatti che vanno a comporre la mostra fotografica dal titolo ‘Tu non mi lascerai mai sola’, in corso presso l’Istituto ortopedico Galeazzi. La mostra – aperta gratuitamente al pubblico fino al 31 marzo - desidera dare voce alla condizione dei parkinsoniani attraverso il linguaggio del corpo, a tutti coloro che si sono trovati inaspettatamente a fronteggiare in giovane età una malattia dai molti lati oscuri. A Bergman il compito di tradurre con le sole immagini la forza delle emozioni di Francesca, le parole non dette, la sofferenza della malattia e l’intensità del momento. “Molti mi hanno chiesto perché queste fotografie? Che senso hanno con la malattia di Parkinson? Io ho risposto perché no... io ho il Parkinson e credo che questo basti - afferma Francesca - ho incontrato Swan in un momento particolare della mia vita, quando la malattia stava prendendo il sopravvento sul mio corpo, tanto da prendere la decisione di sottopormi all’intervento di Dbs. Lui, con il suo tatto, ha voluto farmi un regalo e per un giorno mi sono sentita una bellissima modella. Quel giorno, il Parkinson non era una limitazione ma qualcosa che mi rendeva speciale. Mi piacerebbe che tutti riuscissero a cogliere l’emozione e la gioia che ho provato quel giorno, quanto il dolore della malattia”.

Francesca ha scelto di sottoporsi a un intervento di Deep brain stimulation (Dbs) che consiste nell’impiantare in specifiche aree del cervello degli elettrocateteri in grado di ridurre i gravi e invalidanti sintomi motori caratteristici del Parkinson, come il tremore e la distonia. Riprendere in mano la propria vita e riassaporare momenti di libertà: sono queste le motivazioni che l’hanno spinta a sottoporsi a Dbs. “L’Istituto Galeazzi è il primo centro in Italia nell’impiego di sistemi Dbs per la cura della malattia di Parkinson. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie all’impegno e alla grande professionalità del dottor Domenico Servello e del professor Mauro Porta - afferma l’ingegner Elena Bottinelli, amministratore delegato dell’ospedale - Abbiamo sposato l’idea di allestire una mostra negli spazi della struttura, affinché possa essere motivo di riflessione per tutti coloro che quotidianamente si rivolgono a noi in cerca di risposte e cure”. (MATILDE SCUDERI)

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