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Non solo Detto Fatto: da Clio Make Up a Carlitadolce, le star nate nel salotto di casa

Non solo Detto Fatto: da Clio Make Up a Carlitadolce, le star nate nel salotto di casa

Caterina Balivo cerca tutor per la nuova edizione di Detto Fatto, dal 7 settembre su Rai 2. «Tutor? Che diamine deve farci Caterina coi tutor per il controllo elettronico della velocità in trasmissione? Mica conduce Holiday On Ice...». Nossignore, esiste un altro tutor: uno che nessuno vorrebbe abbattere a cannonate come il tutor che bastona l’automobilista qualunque che guida alla Niki Lauda.

Si chiama «tutor di formazione» l’esperto che, in un’istituzione di tipo scolastico, guida gli allievi nel percorso di apprendimento. Grazie ai reality show abbiamo scoperto i tutor di canto, danza e così via, ma la tutorializzazione si sta estendendo a macchia d’olio e la stessa cosa accade col «modulo» che il tutor utilizza per insegnare, ovvero il famigerato «tutorial» di cui Youtube e tutto il web traboccano. «Conosci alla perfezione un mestiere e pensi di essere il numero uno nel tuo settore? Svolgi un’attività insolita, creativa o sorprendente? Se vuoi provare a diventare un tutor di Detto Fatto raccontaci chi sei e cosa sai fare mandando una mail con foto a all’indirizzo dettofatto@rai.it», recita lo spot col quale Caterina assolda insegnanti.

I quali, come accadde nella passata edizione, saranno chiamati a spiegare come realizzare, per esempio: borse origami, bracciali rigidi di carta, una gonna a pieghe, un cuscino effetto materasso, un gioiello con un cd. O, più semplicemente, degli ottimi involtini di melanzane. Come faranno? Appunto fornendo indicazioni attraverso i «tutorial».

Prima il «progetto» (il risultato finale), poi la lista dell’occorrente per realizzarlo, infine le istruzioni messe in opera davanti alla telecamera. «Fallo da solo» è il concetto chiave della nuova mania trasversale che trasforma tutti i monchi metaforici in aspiranti Leonardo Da Vinci. Negli Stati Uniti, dove nasce, si chiama «do it yourself», da cui l’acronimo DIY. Basta fare una ricerca in Google sommando a «DIY» ogni oggetto immaginabile. Statene certi, lo si troverà. Dal «wood oven pizza» (forno a legna per pizza) al «solar panel» (pannello solare) e addirittura al «solar pool heater». Cioè lo scaldapiscina solare.

Viene spontaneo anche a noi domandarci perché mai una persona con la capacità economica di acquistare una piscina debba poi ammazzarsi a farsi da sola, appunto, un accrocco per elevarne la temperatura, invece di comprarlo bell’e fatto e continuare a far girare il denaro e quindi l’economia. Per ora abbiamo soltanto analizzato il fenomeno, le cause antropologiche ci restano ignote...
La mania dell’uomo normale che si erge a maestro è nata e poi esponenzialmente esplosa grazie ad internet. Dove, ormai, si può imparare (gratis) di tutto, e non solo come cucinare piatti più o meno elaborati. Sul web ci sono milioni di tutorial sull’intero scibile e realizzabile umano: da come farsi la piega svedese (arricciare i capelli infilando le ciocche a molla in una fascia posizionata a equatore sul cranio e poi dormirci su) a come montare, sospese da terra, dunque attaccate a soffitto o a parete, le librerie Billy Ikea (lo spiegano su ikeahackers.net, altro che hackerare il sito per tradimenti Ashley Madison...). Il trampolino di lancio verso il ruolo di esperto, anzi star, del settore è stato Youtube, con la possibilità di caricare video fatti in casa. Così esordì la veneta Clio, una mano fatata che insegnava a truccarsi anche alle impedite sul suo seguitissimo canale ClioMakeUp.

A ruota, molte altre, come Carlitadolce, la quale ha totalizzato talmente tante visualizzazioni dei suoi video tutorial che, trascrivendoli, ha pubblicato ben due libri (con annesse polemiche su ipotizzati plagi. Ma d’altronde quando il sapere è globale e si mette in circolo sul web, chi è il vero creatore? Boh).

Anche il fenomeno Favij nacque sul web recensendo videogiochi (lo fanno moltissimi ragazzini, perché quello che può fare uno, da solo, poi possono ovviamente farlo tutti). Ora è un nume in materia, con un libro in classifica da mesi e guadagni notevoli. La tv pesca sempre laddove ci sono curiose novità, e Detto Fatto ha portato nella tv generalista la mania del DIY e un catalogo variegato di possibili DIY. Prima lo aveva fatto Art Attack, format di origine britannica che insegnava ai ragazzi a fare «arte» con l’Attack.
O, su Real Time, il mitico Paint Your Life ideato da Barbara Boncompagni: idee creative per decorare e arredare ambienti, spaziando dal fai da te serio a quel ciarpame indegno d’esistere che a volte si crea utilizzando materiali di riciclo. La conduttrice Barbara Gulienetti pitturava i muri meglio di un pittore, ma certi osceni ricicli di mondezza rimarranno nella storia della tv e del pamphlet Contro il riciclo, che un giorno qualcuno scriverà. Esisteva, infatti, anche la pagina Facebook «L’inaudita sgradevolezza delle creazioni di Paint Your Life». 

di Gemma Gaetani
@gemmagaetani

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