Monte Carlo doveva certificare la noia. Ha certificato Antonelli. Quinta vittoria consecutiva, pole, gara dominata e perfino il lusso di doppiare il compagno di squadra: più che vincere, il ragazzo di Bologna ha fatto il controllo qualità dell’intera filiera. Verstappen costruisce il weekend in qualifica. Ma allo start lo tradisce la macchina. Hamilton esce dalla nebbia. Leclerc firma quasi a vita col Cavallino. Poi trova il solito muro. McLaren si perde. E la FIA trasforma il Principato in una pazza riunione di condominio. A Monaco, insomma, c’è chi esce più grande. E chi molto più piccolo. Top & flop, di seguito.
TOP
ANTONELLI 10 E LODE
Weekend perfetto. Scappa, amministra, doppia quasi tutti. Soprattutto, doppia Russell. E sembra pure divertirsi. Esame di laurea superato. Con lode piena.
HAMILTON 8,5
La macchina non basta, lui sì. Parte bene, tiene botta. E ricorda che il pilota c’è ancora. Dopo tanta nebbia, adesso è lui a tenere in piedi la squadra.
HADJAR 8
Problemi, commissari, motore a singhiozzo. Eppure è sempre lì. Non si scompone, non arretra. Mentalmente, già un veterano. E strappa pure il terzo posto.
GASLY & BRIATORE 8
Nonostante una penalità pesante, e forse eccessiva, sfiorano la terza piazza. E mentre molti fanno marketing, Briatore continua a fare classifica. Nel paddock dei manager, sembra uno degli ultimi uomini di corse.
VERSTAPPEN 7 DI STIMA
Solo due giri. Ma non è un voto di consolazione. È che, ormai, il valore aggiunto sembra essere lui. E quando la macchina lo tradisce, si nota ancora di più.
FLOP
FERRARI & LECLERC 5
Sempre sul punto di. Mai oltre. Elkann ragiona da holding, non da Enzo Ferrari. Il monegasco firma quasi a vita, poi il solito muro. Rimpianto e promessa. Ferrari e Leclerc sono ormai la stessa storia.
MCLAREN 4,5
Doveva dominare il mondiale. Finisce con Norris ritirato e Piastri disperso nella terra di nessuno. Una riunione tecnica senza verbale, più che una corazzata.
RUSSELL 4
Qualifiche critiche. In gara viene doppiato dal compagno e si perde nel caos delle penalità. Il problema non è perdere con Antonelli. È sembrare quello arrivato dopo.
FIA 4
Ormai il caos non è più un incidente. È l’organizzazione.