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Inter, il calo? Tutta colpa del Mondiale per club

di Luciano Moggi giovedì 12 marzo 2026

3' di lettura

Avevamo detto a suo tempo che la partecipazione al Mondiale di Club avrebbe potuto creare non pochi grattacapi alle squadre partecipanti, sotto forma di infortuni muscolari e condizione scadente. Ciò considerando il ristretto tempo che intercorreva tra il termine del Mondiale e l’inizio della preparazione per il campionato 2025/26, che rendeva impossibile una qualsiasi pausa di riposo al fisico ma anche alla testa degli atleti per evitare loro anche la nausea da campo verde. È quello che sta succedendo all’Inter in questo momento, tra infortuni e gente fuori forma.

Tra tutti Barella che in tempi normali è un baluardo davanti alla propria difesa per fermare l’avversario e far ripartire la propria squadra, adesso è confusionario al punto tale da creare problemi di reparto anziché risolverli. Manca Calhanoglu infortunato che è la testa pensante della squadra, è fuori Lautaro e per sapere quanto valga anche la sola presenza di Lautaro, seppur fuori forma, basta osservare la prestazione di Pio e Bonny nel derby. 

Quando l’argentino è in campo le attenzioni dell’avversario sono tutte per lui e Pio o Bonny hanno più libertà di movimento. Senza Lautaro i due soffrono la marcatura e non riescono ad esprimersi e nel caso specifico hanno accusato oltremodo il peso del derby, disinnescati completamente dalla difesa rossonera. Si potrebbe anche azzardare che l’Inter accusi l’assenza di Lautaro oltre che in termini di gol anche in termini di leadership. Osservando infatti attentamente le ultime performance nerazzurre, si potevano rilevare le avvisaglie di una leggera involuzione nel gioco, anche perché alcune di quelle vittorie portano la firma di Dimarco, il più della forma della squadra, presupposto venuto a mancare proprio nel derby e si sono viste le conseguenze: una squadra spuntata che non sa dare qualità alle proprie giocate.

Ovviamente si vede la mano di Allegri in questo Milan nella fase difensiva sempre ottimale, nell’eccellente rendimento delle seconde linee o considerate tali visto che la vittoria nel derby è scaturita da assist di Fofana e gol di Estupinian che sulla carta è riserva di Bartesaghi. Sono tutte cose che vanno ascritte a merito di questo allenatore che continua a indicare sempre l’Inter come squadra più forte e che sta rispettando l’obiettivo iniziale, quello di riportare il Milan in Champions. Forse Massimiliano esamina la situazione con un pizzico di scaramanzia, perché è sicuramente difficile spodestare l’Inter dalla posizione conquistata, ma in cuor suo siamo certi che pensi più positivo.

A proposito di Champions, Intere Milan hanno le carte in regola per qualificarsi. Il Napoli dovrà difendere il terzo posto da Roma, Como e Juventus, anche se i rientri contemporanei di Anguissa e De Bruyne ci portano a pensare che Conte sia in grado di mantenere la terza posizione, specialmente dopo la recente vittoria casalinga sul Toro per 2-1. Sicuramente molto più dura e difficile la lotta per il quarto e ultimo posto rimasto, tra Roma e Como appaiate a 51 punti e la Juventus a 50. La Roma perde a Marassi 2-1 contro il Genoa di De Rossi e viene agganciata dal Comodi Fabregas che va a vincere a Cagliari 2-1, mentre la Juventus all’Allianz liquida il Pisa con un sonante 4-0, dopo aver chiuso un primo tempo sullo 0-0, da dimenticare per mancanza di gioco e occasioni mancate, al contrario del secondo foriero anche di sprazzi di bel gioco e quattro gol, dopo che Luciano Spalletti lasciava David negli spogliatoi sostituendolo con Boga. Bello anche l’abbraccio della squadra al proprio allenatore che tra l’altro, in quel giorno, compiva gli anni. Anche noi, pur con qualche giorno di ritardo, ci uniamo alla squadra in un abbraccio ideologico, augurando a Spalletti buon compleanno.

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