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Pietro Senaldi: "A Matteo Salvini tirano sassi e pietre e i giornali di sinistra tutti zitti"

Pietro Senaldi
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Se sei Salvini, ti tirano le pietre, e devi anche ringraziare, perché ti è andata bene. La sinistra non organizzerà mai una manifestazione per dire che anche le vite dei leghisti contano, visto che ormai si sprecano le vignette dei compagni comici che rappresentano l'ex ministro dell'Interno appeso a testa in giù. La prova di questo assunto si è avuta l'altra sera, a Cava de' Tirreni, in Campania, dove il leader dell'opposizione si è recato per tenere un comizio in vista del voto amministrativo del 20-21 settembre. L'appuntamento elettorale si è trasformato in una battaglia per l'irrompere sulla scena dei centri sociali, che hanno cominciato a fischiare e lanciare bottiglie, sedie e oggetti contundenti verso Salvini, colpendo le forze dell'ordine. Una piccola guerriglia urbana che non ha avuto gli onori delle cronache semplicemente perché la sinistra e i suoi numerosi organi di stampa ritengono del tutto normale la violenza contro leghisti e poliziotti. Avrebbe invece meritato di essere portata all'attenzione dell'opinione pubblica, anche perché gli estremisti di sinistra se la sono presa anche con i semplici cittadini, colpevoli di essere intervenuti a un comizio leghista. A parti invertite, con un qualsiasi politicante dem di second'ordine nelle vesti dell'assalito e uno sconosciuto in quelle dell'aggressore, si sarebbe gridato allo squadrismo, paventando il tentativo di insurrezione anti-democratica, e si sarebbero sprecati fiumi di inchiostro per denunciare le prove generali leghiste per raggiungere con le spicce quei pieni poteri che Salvini voleva ottenere l'estate scorsa tramite investitura popolare. La realtà invece è opposta. Si sta avverando la profezia che gli uomini più vicini al capo della Lega hanno fatto già da qualche mese. L'autunno sarà caldo non solo per la crisi economica ma anche perché se, Covid permettendo, l'ex ministro dell'Interno tornerà stabilmente a occupare le piazze, episodi come quello di Cava de' Tirreni saranno sistematici.

 

 


Creare l'incidente - La tattica della sinistra è infatti provocare Salvini a oltranza, nella speranza di suscitare una reazione e creare l'incidente. Basta poco, un poliziotto che perde la pazienza, un uomo della scorta che dà un pestone a un facinoroso, e subito i tamburi progressisti sono pronti a rullare per accusare il capo dell'opposizione di girare l'Italia spargendo odio e confinarlo definitivamente nel girone dei cattivi. Solo chi non conosce come la sinistra sa piegare la realtà a proprio uso e consumo e giudica i comportamenti non in base al loro significato ma a seconda di chi li tiene può dubitare di questo teorema. D'altronde, sempre di recente, ci sono altri due episodi che confermano la tesi. Il primo è la levata di scudi in favore dell'erede di Salvini al Viminale, la ministra Lamorgese, dopo che il leader leghista ha osato criticarla sostenendo che la sua gestione dell'immigrazione clandestina è criminale, in quanto favorisce l'illegalità anziché combatterla e non si preoccupa di contenere il contagio in arrivo con i barconi. Il capo dell'opposizione è stato accusato di aver poco rispetto per le istituzioni dalle stesse persone che, quando lui era ministro dell'Interno, gli davano del fascista, dell'odiatore, del razzista e del seminatore di paura. Con il medesimo scarso rispetto per le istituzioni poi i magistrati hanno addirittura pensato di incriminare Salvini per sequestro di persona non perché il reato sussistesse ma solo in quanto non gli piaceva come governava e per di più era un rivale politico, come è scritto nero su bianco nelle intercettazioni di Palamara con i colleghi pm. Anche qui a sinistra, non solo non hanno avuto nulla da ridire, ma si sono scorticati le mani negli applausi. Il secondo episodio non c'entra con Salvini, ma con un'altra icona del centrodestra, Flavio Briatore, e con un tema molto caro al leader leghista, gli immigrati. A sinistra non in pochi hanno esultato in maniera scomposta perché il proprietario del Billionaire ha il Covid e perché il suo ristorante-discoteca è stato chiuso in quanto è ritenuto il principale focolaio del virus in Sardegna. Decisione saggia del governatore locale, il salviniano Solinas, presa in nome della tutela della salute pubblica. Peccato però che nell'altra grande isola italiana, la Sicilia, il governatore di centrodestra Musumeci sia additato come nemico dello Stato perché, sempre in nome della tutela della salute pubblica, vuol chiudere il principale focolaio del proprio territorio, ovverosia i centri d'accoglienza dei profughi, che si sono trasformati in lazzaretti dove gli ospiti si scambiano il virus. Anche in questo caso, a fare la differenza non è la situazione in sé ma sono i protagonisti. Se si tratta dei ricconi del Billionaire e di Briatore, il focolaio si chiude in un secondo senza discussione e i sardi sono salvi, se invece ci sono in ballo i clandestini, il governo interviene per impedire la serrata e i siciliani che si contagiano diventano un problema secondario.

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