Torino, 9 mag. (Adnkronos) - La polizia ha ascoltato 386 persone nel corso delle indagini sull'attentato al consigliere comunale dell'Udc Alberto Musy, mentre furono 280 le utenze telefoniche intercettate, di cui poco meno di 60 relative a cellulare che quella mattina del 21 marzo 2012 avevano agganciato la cella telefonica nei pressi dell'abitazione di Musy. I dati sono emersi oggi nel corso della deposizione di Luigi Mitola, capo della sezione omicidi della Squadra Mobile, al processo che vede imputato Francesco Furchì. Mitola ha ricordato che la polizia indagò a tutto campo, considerando ogni possibile movente legato alla vita personale e professionale di Musy, prima di arrivare ad accusare Furchì. Tutti gli atti non direttamente legati al processo erano poi confluiti in un fascicolo parallelo, contro ignoti, aperto dal pm Roberto Furlan sull'ipotesi che il presunto killer possa aver avuto un complice. Atti che l'avvocato Gaetano Pecorella, legale di Furchì, ha chiesto di poter visionare. Oggi in aula è stato stato sentito di nuovo , tra gli altri, anche Giuseppe Arena, fondatore della società ferroviaria poi fallita Arenaways. Proprio l'interesse di Furchì a trovare investitori per rilevare l'azienda, per cui avrebbe chiesto senza ottenerlo l'aiuto di Musy, è uno dei moventi che secondo la procura avrebbe spinto l'uomo all'agguato.




