Roma, 12 mag. (Adnkronos) - "Quanti altri profughi dovranno morire nel Mediterraneo, prima che si stabiliscano canali umanitari sicuri per salvare vite umane?". E' quanto si chiede padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, dopo le recenti tragedie in mare al largo dell'isola di Lampedusa. "Basta morti in mare! - esclama il religioso gesuita - Si abbia il coraggio e la dignità di salvare le vite di quanti scappano da guerre e regimi dittatoriali". Sottolinea padre La Manna: "L'Unione Europea ha il dovere di garantire l'accesso al diritto d'asilo in sicurezza. Oggi è impossibile per i migranti giungere in Europa senza essere sfruttati dai trafficanti e rischiare la vita sui barconi. Salvare vite umane è un dovere, oltre che una questione di giustizia". Il Centro Astalli ribadisce "l'urgenza di creare canali umanitari per permettere a chi fugge da conflitti e persecuzioni di chiedere asilo in Europa. L'operazione 'Mare Nostrum', nonostante continui a salvare molte vite, da sola non basta a fermare i trafficanti di esseri umani che ad oggi rappresentano l'unica possibilità per migliaia di uomini, donne e bambini di riuscire ad ottenere protezione all'interno della Ue".



