(Adnkronos) - "La trasmissione da parte di Robledo al Csm "nel quadro di una procedura amministrativa, di copie di corrispondenza interna riservata e di copie di atti del procedimento in delicatissima fase di indagine, con assunzione arbitraria della decisione della decisione delle parti da secretare , ha posto a grave rischio il segreto delle indagini", scrive ancora Bruti Liberati nella nota, arrivata ieri al Csm, con la quale integra quanto riferito nella sua audizione del 15 aprile scorso, nel corso della quale non aveva potuto fornire dettagli sull'inchiesta Expo a causa del segreto che copriva gli atti, segreto venuto meno con l'esecuzione delle misure cautelari. "Lo stralcio del filone di indagine relativo a Expo" chiesto da Robledo, osserva ancora Bruti Liberati "avrebbe fatto perdere l'unitarietà di visione in questa vicenda specifica" e "avrebbe comportato un sicuro intralcio e ritardo alle indagini". Il capo della Procura di Milano cita poi quello che ritiene "un episodio surreale", il doppio pedinamento a uno degli indagati. Robledo "pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un'attività di pedinamento e controllo" condotto "dal personale della Sezione di Polizia giudiziaria", definita da Bruti Liberati "un fiore all'occhiello della Procura milanese", aveva "disposto un analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Gdf". Allora "solo la reciproca conoscenza del personale Gdf che si è incontrato sul terreno ha consentito di evitare gravi danni alle indagini".



