(Adnkronos) - In seguito alla cattura del boss, le Procure distrettuali antimafia di Bologna e Catanzaro hanno quindi proceduto l'attività di indagine su due distinti filoni di narcotraffico, entrambi ascrivibili alla medesima organizzazione criminale. Il primo riguarda l'asse internazionale Spagna-Italia, utilizzato, secondo gli inquirenti, direttamente da Acri che aveva come referente in Spagna il latitante e pregiudicato Maurizio Ragno, già condannato, nel 2005, dal Tribunale di Bologna ad un cumulo pene di 35 anni di reclusione per rapina, detenzione illegale di armi e munizioni e traffico internazionale di stupefacenti, arrestato nel 2011 ed estradato in Italia nel 2012. Il secondo filone riguarda, invece la direttrice Emilia Romagna-Calabria, gestito dal gruppo criminale capeggiato dagli uomini arrestati questa mattina: Roberto Ammirato e Antonio Ammirato, rispettivamente zio e nipote, gestori del bar Moka di piazza Musi a Bologna. All'interno del locale veniva, infatti, stoccata la cocaina da smistare alla rete dei spacciatori. Il bar, insieme a due appartamenti (uno a Bologna e uno in Sardegna) e ad un negozio di articoli per la casa di via Beroaldo sempre a Bologna, più conti correnti, polizze assicurative e auto sono stati, infatti, posti sotto sequestro preventivo. Il tutto per un totale di oltre 600 mila euro riconducibili a Roberto Ammirato, vertice dell'organizzaione. Il divieto di dimora ha colpito invece Sebastiano Corso, cognato di Ammirato, e già noto alle forze dell'ordine come rapinatore seriale. Nel corso dell'operazione sono stati eseguiti anche numerose perquisizioni a carico di 17 indagati, tutti domiciliati a Bologna. Le indagini sono state eseguite tramite intercettazioni, pedinamenti, geolocalizzazioni del schede telefoniche, ma anche in base alle dichiarazioni di 5 collaboratori di giustizia raccolte dalla Dda di Catanzaro tra il 2007 e il 2011.


