Bologna, 16 mag. - (Adnkronos) - Nonostante le difficoltà "nessuno nella zona del cratere ha smesso di produrre, anzi hanno continuato a farlo nei modi più disparati, le multinazionali sono rimaste sul territorio e chi ha ricostruito i capannoni lo ha fatto non come prima, ma innovando, migliorando". A tracciare con queste parole il volto dell'Emilia che produce e che si sta rialzando, a due anni dal sisma del maggio 2012, è stato oggi in conferenza stampa il presidente della Regione Emilia Romagna e commissario delegato Vasco Errani. Una sfida tutta in salita che però da 14 mesi è entrata nel vivo, dopo che le scosse del 20 e 29 maggio 2012 hanno sbriciolato o danneggiato circa 13 mila attività produttive in una zona che in termini economici vale il 2% del Pil nazionale. L'iter della ricostruzione sostenuta dai contributi pubblici è, infatti, partito per oltre 8 mila imprese. Nello specifico, delle 1.033 domande di contributo presentate (immobili, beni strumentali, scorte e delocalizzazione), mentre sono 512 i Decreti di concessione per 342 milioni di euro. Le prenotazioni per accedere al contributo sono, invece 3.998. Le domande e le prenotazioni (5.031 imprese) raggiungono poi quota 8.016 unità se si considerano anche 2.985 immobili a uso produttivo e commerciale, registrati dalla piattaforma Mude in quanto inseriti in edifici anche abitativi. Il costo medio per pratica risulta per l'industria di 1 milione e 121 mila euro, per l'agricoltura di 589mila euro e per il commercio di 388 mila euro. Gli interventi di ricostruzione si sono concentrati per oltre il 60% nei comuni modenesi di Concordia, Cavezzo, Finale Emilia, Mirandola, Medolla, Novi e San Felice sul Panaro. (segue)




